Chiude la Facoltà di Lingue a Ragusa

universita-logo.jpgOrmai è deciso: a settembre a Ragusa non partirà il primo anno della Facoltà di Lingue straniere (per l’esattezza, il corso di laurea in “Mediazione linguistica”). Questo l’annuncio di pochi giorni fa di Antonio Recca, rettore dell’Università di Catania, di cui Ragusa è, anzi era, una sede distaccata. 

Il motivo, come sa chi ha seguito un minimo la vicenda, sono gli eccessivi debiti accumulati dal Consorzio Universitario Ibleo nei confronti dell’Ateneo catanese. Debiti che, ad oggi, hanno superato il milione di euro.

La decisione è stata presa, in sostanza, dal colleggio dei revisori dei conti dell’Università di Catania, che hanno denunciato l’insostenibilità della situazione (già negli scorsi anni avevano inviato al consorzio delle ingiunzioni di pagamento per appianare i debiti degli anni passati – debiti risanati sempre solo parzialmente).

Come sempre, purtroppo, sono gli anelli deboli della catena – nel nostro caso gli studenti – a farne le spese: con la progressiva disattivazione, anno dopo anno, di diversi corsi di laurea (ricordiamo che qualche anno fa era possibile studiare a Ragusa addirittura Medicina), la nostra città e la sua Università ha sempre meno da offrire ai suoi giovani cittadini.

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Mostra sulla biodiversità

Legambiente.jpg Il 2010 è stato proclamato Anno Mondiale della Biodiversità e su questo argomento, cruciale per la stessa sopravvivenza della specie umana sul nostro pianeta , è in corso presso il Centro Servizi Culturali di via Diaz a Ragusa una interessantissima mostra fotografica su “Cos’è la Biodiversità, perchè è importante per noi, perché è a rischio”.

L’iniziativa della manifestazione è di Legambiente, Alliance Francaise, dell’Ambasciata di Francia e della Facoltà di Lingue di Ragusa. La mostra sarà visitabile fino al 25 Novembre ore 9:00/13:00; per la giornata di oggi, Lunedì 22, anche nel pomeriggio dalle 16:00 alle 18:00.

 

 

Master per il Turismo

unesco.jpg La formazione di professionalità specifiche nel campo del turismo, in un’area a elevata vocazione imprenditoriale e candidata a probabile sviluppo nel settore. E’ questo l’obiettivo del Master di primo livello organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania che si svilupperà in tre sedi operative iblee, Modica, Ragusa e Scicli, le tre città che custodiscono il maggior numero di siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Il preside della facoltà, il professor Giuseppe Barone, spiega che con questa iniziativa l’Università offre un pacchetto di saperi, partendo dalla conoscenza del territorio come risorsa culturale, dall’economia del turismo e puntando sulle più evolute tecniche del marketing. E’ un’opportunità per i nostri giovani e speriamo possa ripetersi anche l’anno prossimo.

Il master inizierà a Dicembre e avrà una struttura itinerante, con lezioni che si svolgeranno direttamente sul campo.

Per l’inaugurazione del corso è prevista la partecipazione del rappresentante ICCROM Ray Bondin. L’ICCROM è l’organismo creato dall’UNESCO per la tutela del patrimonio e della diversità culturale.

Informazioni e programma presso il sito della Facoltà (attenzione: la presentazione delle domande scade Lunedì prossimo, 22 Novembre!).

L’Università dello spreco

Le vicende legate al tormentone dell’Università oramai rasentano il patetico: abbiamo già avuto modo di parlarne in questo blog.

E’ diventato insopportabile lo spettacolo di recriminazioni, polemiche, palleggiamento di responsabilità e accuse reciproche tra i vari attori protagonisti di questa specie di telenovela. Senonchè a far scivolare dal ridicolo al tragico questa vicenda vi è la consapevolezza di aver coinvolto centinaia di studenti, di famiglie, di operatori e un’intera comunità che ha dato affidamento a una classe dirigente  pretenziosa e incapace.

L’ennesimo esempio di incredibile sperpero e ottusa inconcludenza è dato dalla vicenda del laboratorio multimediale di piazza Carmine, il cosiddetto Cult-Lab, venuta alla luce grazie alla denuncia di uno studente ripresa da Step 1, periodico online indipendente degli universitari di Catania.

Una struttura d’avanguardia, definita come fiore all’occhiello della facoltà di lingue, dotata di attrezzature all’avanguardia, inaugurata in pompa magna a Dicembre 2006 e da allora incomprensibilmente chiusa e inutilizzata.

Attualmente pare che siano state depredate e danneggiate molte delle attrezzature in dotazione.

Senza parole.

Inaugurazione Cult-Lab.jpg

 

16 Dicembre 2006, inaugurazione dell’aula multimediale all’Università di Ragusa.

Sogni infranti

Qualche post fa, a inizio d’anno, ci chiedevamo dove fossero finiti i progetti dell’Amministrazione riguardo al Teatro, alla Biblioteca e al Museo.

head.gif Questa è stata la settimana della debacle di altre due importantissime infrastrutture del territorio: l’aeroporto di Comiso, con l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per chiarire il perché del ritardo di due anni per l’apertura nonostante i trenta milioni di euro di lavori effettuati, e lo psicodramma andato in onda intorno alla vicenda dell’Università Iblea, tra annunci di dimissioni, dichiarazioni polemiche, richieste di azzeramento del CDA per manifesta inadeguatezza, prospettive concrete di chiusura.

Se penso a quante parole sono state spese intorno a queste iniziative, sempre al fine di autoincensarsi e rivendicare a sé i meriti, mi viene da piangere. Progetti senza respiro, senza programmazione a medio e lungo termine, calibrati sulla distanza delle prossime elezioni e funzionali solo alle fortune del politico di turno…

Si può andare avanti così? Qualcuno mi può svegliare da questo brutto sogno? logo_consorzio.gif

Chiude l’Università?

L’allarme nella comunità locale è fortissimo.

Stiamo forse assistendo alla fine dell’illusione dell’Università Iblea?

Tra ricorsi al Tar, polemiche politiche e proteste degli studenti defraudati sta naufragando, forse, un progetto ambizioso che avrebbe potuto significare un importante elemento di sviluppo e che si sta dissolvendo nel nulla. Prima Comiso, poi Modica, ora anche Ragusa sta per chiudere i battenti.

E’ il drammatico risultato di un mix di incapacità, approssimazione e improvvisazione di una intera classe dirigente, non solo politica.
Certi progetti devono avere il respiro ampio e risorse sicure su cui contare e non cercare di raccattare consensi aleatori.

Quello che avrebbe dovuto ispirare il progetto di Università degli Iblei,  il rapporto col territorio e la qualità dell’offerta formativa, aspetti a mio avviso ambedue trascurati nel corso delle cose.universitari ragusa.jpg