Modigliani a Scicli

Scicli, Modigliani uno Scicli, arte contemporanea a Scicli, QUAM Scicli, tecnicamistaIl 3 agosto comincia a Scicli un evento che per un mese intero, fino al 5 settembre, animerà il centro storico di Scicli. Il centro nevralgico della manifestazione sarà il QUAM, la galleria d’arte contemporanea ricavata negli antichi magazzini del monastero di S. Chiara (1660). Qui sarà possibile visitare una mostra che esporrà un raro disegno di Modigliani assieme a pitture fotografie e sculture di artisti contemporanei. 

Dalla pagina Facebook della manifestazione: “L’evento, completamente gratuito, a cura di Antonio Sarnari, con la cura critica dello storico e critico dell’arte Vito Chiaramonte, illumina Scicli, ancora una volta, come capitale dell’arte in Sicilia.   Lo dimostrano anche i servizi offerti al visitatore, nel pacchetto Soggiorni Modigliani troviamo Itinerari del Gusto (su prenotazione), aperitivi e cene a tema e una selezione di strutture turistiche con servizi dedicati.”  

Ai visitatori sarà fornita una mappa tascabile del centro storico di Scicli e a richiesta una bicicletta gratuita per visitare la città.

Il QUAM si trova in via F. Mormino Penna n.79. L’apertura al pubblico è da martedì a sabato 10.00-13.00/17.00-21.00; domenica e festivi 18.00-21.00

Per info e prenotazioni:  0932 931154, info@tecnicamista.it 

Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

Gita in treno

castello.JPGSe volete passare il sabato santo in maniera insolita e contribuire a portare avanti una causa sociale vi propongo la gita in treno da Scicli a Donnafugata, l’iniziativa “Binario rovente” è stata organizzata per protestare contro lo smantellamento della tratta ferroviaria Siracusa- Gela.

Dalla pagine facebook dell’evento:

Il futuro del turismo nel Val di Noto dipenderà principalmente dai trasporti e dai collegamenti ferroviari con e tra le città iscritte nel Patrimonio dell’Unesco. Non ci può essere incremento di presenze turistiche se non esiste la possibilità di raggiungere facilmente e comodamente i nostri luoghi. Ma non solo. La tratta ferroviaria Siracusa – Gela può godere di un forte “appealing” turistico per il paesaggio naturalistico che offre agli occhi del viaggiatore. La nostra ferrovia è una risorsa poco sfruttata che può diventare semplicemente un prodotto turistico di grande attrazione.

 

Programma della giornata

Ore 11:00 – Raduno presso la Stazione Ferroviaria di Scicli

Ore 11:36 -Partenza per Donnafugata

Ore 12:40 – Arrivo alla Stazione di Donnafugata

Ore 13:30 – Pranzo a Sacco o all’Osteria del Castello

Ore 15:16 Rientro a Scicli

Qui maggiori informazioni.

Prima del rientro oltre a poter visitare il castello e il giardino, potrete girare un po’ il mercatino organizzato dal comune per il weekend pasquale nel cortile del castello.

Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

 

 

Il gotico degli Iblei

2 Convento Croce Scicli Cortile Interno.jpgIn questi giorni di tristi piogge rese ancora più malinconiche dalla fine del carnevale, vi propongo un’interessante conferenza con cui distrarsi un po’ dall’attesa sempre più impaziente della primavera. 

L’incontro si terrà a Ragusa nel palazzo della Provincia e avrà come argomento l’architettura gotica negli Iblei. Noi abitanti dell’antica val di Noto abbiamo scarsa confidenza con il gotico che un po’ ovunque è stato sostituito dal barocco dopo il tremendo terremoto del 1693. Eppure qualcosa è rimasto, scampato prima alla violenza della natura e poi alla voglia degli abitanti di lasciarsi tutto alle spalle, distruggendo le rovine residue per ricominciare d’accapo.

Forse l’esempio più interessante del gotico in provincia sono la chiesa e il convento di Santa Maria del Gesù a Modica, restaurati recentemente. Costriuto alla fine del ‘400 e appartenuto all’ordine dei francescani, il convento custodisce uno spendido chiostro in stile tardo gotico.

Durante la conferenza, che si terrà domani pomeriggio alle 18, il professore Paolo Nifosì parlerà del convento di Santa Maria del Gesù, ma anche delle chiese del Carmine di Modica e del convento della Croce di Scicli, altri importanti esempi di gotico nostrano. I recenti restauri, assieme alle ricerche archivistiche, hanno gettato nuova luce su questi importanti monumenti e sul periodo storico in cui furono costruiti. 

Si tratterà insomma di un viaggio nella Contea di Modica del ‘400 e ‘500, al tempo dei Cabrera e degli Enriquez.

Foto http://www.flickr.com/photos/64964969@N07/

carmine.jpg

 Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

Esplorambiente a cava Santa Maria La Nova

cavasmaria.jpgL’associazione Esplorambiente di Scicli organizza un seminario sulla cava Santa Maria La Nova, una interessante zona rupestre lunga più di nove chilometri che da Modica scende verso Scicli. All’interno della cava sono presenti grotte naturali e latomie scavate dopo il terremoto del 1693 per le ricostruzioni; numerosi sono anche i siti archeologici come le necropoli della Santa Cassa, i Rutti Pirciati di contrada Catenazzello e il palmento di contrada Marafini.

Il  seminario si svolgerà in due tempi: venerdì 30 settembre a Scicli presso il palazzo Spataro, ci sarà la parte “teorica”, si parlerà della cava assieme ad esperti come lo storico dell’arte Paolo Nifosì, il geologo Rosario Zaccaria, l’agronomo Matteo Scatà. L’appuntamento è per le 17.30.

La domenica successiva, il 2 ottobre, si potranno visitare i luoghi più interessanti della cava, le latomie  e i siti archeologici. La quota di partecipazione è di 5 euro e comprenderà il viaggio in pulman e il pranzo, o meglio, l’assaggio di rustici presso il  panificio Ruta. Per maggiori informazioni visitate il sito dell’associazione  http://www.esplorambiente.it/web/news.php 

Corto Maltese a Scicli

corto maltese, , scicliLo scorso sabato è stata inaugurata a Scicli una mostra su i viaggi di Corto Maltese: acquarelli e chine, che rappresentano i luoghi e gli incontri del famoso marinaio, accompagnati dagli scatti del fotografo svizzero Marco D’Anna e dalle riflessioni dello scrittore Marco Steiner. 

La mostra non ha un’unica sede ma si dipana tra palazzo Scimone, il circolo culturale Brancati dove sono esposti i testi di Marco Steiner e le opere editoriali di Hugo Pratt e la Galleria Koinè dove si possono ammirare le opere fotografiche di Marco D Anna. 

La mostra è visitabile fino al 16 ottobre da martedí a giovedí dalle 17 alle 23; da venerdí a domenica dalle 11 alle 13.30 e dalle 17 alle 23. Chiuso il lunedí. Per gruppi superiori alle 6 persone o per scuole chiamare 331 9767390.

Agamben a Scicli

Agamben.jpg

Giorgio Agamben è forse il filosofo italiano più noto all’estero, anche se in Italia è alquanto misconosciuto. Grazie a ciò, può passare le sue vacanze nel nostro Bel Paese praticamente in incognito: ed è ciò che sta facendo a Scicli, dove ha anche ricevuto gli onori dal sindaco, il quale l’ha omaggiato del libro “L’oro di Scicli”.

Qualche parole su Agamben: la sua produzione filosofica ha inizio negli anni settanta. Si è occupato spesso di estetica e di tematiche letterarie, soprattutto nella prima parte della sua carriera. Nel 1995 pubblica Homo sacer, il libro che costituisce il caposaldo del suo pensiero e che lo vede indirizzarsi verso tematiche foucaultiane, quali il biopotere e il rapporto tra diritto, sovranità e vita. Questo tipo di indagine continua con la pubblicazione nel 2009 de Il regno e la gloria, che indaga sul significato della gloria e la cui tesi portante rintraccia uno stretto connubio tra teologia cristiana e predominio dell’economia nella politica occidentale.

Due mostre a Scicli

picasso-raffaellofornarina_thumb[3].jpg

La città di Scicli nel periodo pasquale regalerà agli appassionati d’arte due mostre da non perdere.

La prima, intitolata “Epoche a confronto”, si terrà  presso la galleria “L’Androne” (in via Nazionale 70) e verrà inaugurata domenica 17 alle ore 20. Tra gli artisti in mostra: Cascella, De Chirico, De Nittis, Guccione, Migneco, Pirandello, Sassu. Sicuramente il pezzo forte della collezione sarà una delle incisioni erotiche di Pablo Picasso.

La seconda raccoglierà quaranta stampe xilografiche dell’Ukyo-e (un genere di stampa artistica giapponese prodotta sin dal Settecento) provenienti da collezioni private e quindi  perlopiù sconosciute. Hokusai, Hiroshige, Utamaro i nomi più celebri. La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 aprile fino al 18 giugno presso il centro esposizioni “Chiaroscuro” in via Aleardi 20. HIROSHIGE-Veduta-del-Monte-Fuji-Stazione-Numazu-1855-LGT.jpg

Cavalcata di Scicli: errata corrige

 

serafino.jpgQuest’anno la cavalcata di San Giuseppe a Scicli non è andata come doveva. I cavalieri non hanno bardato i loro cavalli per protesta, lamentando lo scarso supporto organizzativo del Comune e della Chiesa; l’attrazione principale della cavalcata è così venuta meno, con somma delusione dei presenti.

In mezzo alle prevedibili polemiche e discussioni sull’accaduto il parroco della chiesa di San Giuseppe, padre La China, ha invitato cittadini e autorità a riflettere sulla vera identità della festa. A quanto pare l’usanza di ricoprire i cavalli di violaciocche è stata un’acquisizione recente: lui stesso ammette che la sfilata di quest’anno ricordava molto di più quelle tradizionali a cui assisteva da bambino.

A testimonianza di quanto detto, il parroco riporta alcuni testi che parlano della cavalcata in diverse epoche storiche. Tra gli altri, è citato un brano di Serafino Amabile Guastella, uno studioso delle tradizioni popolari siciliane vissuto nell’Ottocento. Spero di non annoiarvi riportandolo per intero, vale la pena leggerlo – magari assieme al resto del libro – perché getta una luce su ciò che erano una volta le feste religiose: momenti di entusiasmo collettivo – sfocianti a volte in vera e propria isteria – in cui il sacro veniva umanizzato e si faceva fatica a separare la devozione dall’empietà.

«In Scicli è un altro paio di maniche. Lì, come in molti altri paesi, c’è un uomo che ha l’impiego di San Giuseppe. Or nella sera della vigilia il popolo tutto quanto, invaso da sacro entusiasmo, afferra il Patriarca, lo sospinge a furia di braccia, lo pone a cavalcioni di asino, gli mette fra le braccia un bimbo di stucco e lo costringe a correre per tutte le vie e le viuzze del paese, preceduto e seguito da immensa caterva di villani e di operai , chi a cavallo, chi a piedi, ma tutti con le fiaccole in mano, tutti urlanti e fischianti, tutti in corsa vertiginosa. Ovunque passi la stranissima processione si spalancan le porte, si aprono le finestre, si sporgono i lumi, ed è un ricambio di grida di entusiasmo tra quei che corrono, e quei che li vedono correre.In ciascuna delle vie e dei chiassiuoli e degli angiporti sono accesi falò  che tramandan luce vivissima, e dàn l’idea di un incendio. Intanto il Patriarca grida come un ossesso che sta già per cadere, che gli “saltano” le budella, che ha le vertigini al capo: ma il popolo non se ne dà per inteso, anzi invece di punzecchiar l’asino, che non ne ha di bisogno, punzecchia maledettamente il povero santo in tutte le parti del corpo: e mentre uomini e donne strillano in tutti i tuoni e semituoni della scala cromatica “viva San Giseppi! Viva lu lu spusu ri Maria Virgini! Viva la colonna ri la Santa Criesia!” San Giuseppe urla e bestemmia come un ariano e, terminata la corsa, sta per parecchi giorni ammalato”» (Serafino Amabile Guastella, Canti popolari del circondario di Modica, p. LXLIII e seg., Modica, 1876).

San Giuseppe a Scicli

Chi ama le feste popolari questo weekend non rischierà di annoiarsi: i festeggiamenti di San Giuseppe riempiranno le strade e le piazze un po’ in tutta la provincia, mentre nelle case si terranno le tradizionali cene di San Giuseppe con le vampanigghie, grandi fuochi sopra i quali i più coraggiosi verranno invitati a saltare.

vampanigghia.jpg

Tra i vari eventi segnalo la tradizionale cavalcata di Scicli che simboleggia la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. I cavalli verranno letteralmente ricoperti da una decorazione floreale molto vivace e fatti sfilare per le vie della città mentre agli angoli delle strade si accenderanno piccoli falò, i pagghiari. Le otto bardature migliori saranno premiate alla fine della sfilata e nei pagghiari si arrostirà la carne che verrà consumata in strada.

La manifestazione trae le sue origini dal mondo contadino: in cambio di un’assoluta devozione dimostrata proprio con la cavalcata, gli sciclitani chiedevano a San Giuseppe un altro anno di protezione per il bestiame e le messi.

Per il programma cliccate qui.

scicli12.JPG

 

Cominciamo da un corto

 

Il passaggio di conduzione di questo blog è andato a buon fine, anche se c’è voluto un po’ di tempo; da oggi sarò dunque la vostra nuova blogger. Spero di riuscire a non farvi sentire troppo la mancanza  di Gianni che ringrazio tanto per l’assistenza datami nei primi passi di questa  nuova avventura.

Vorrei cominciare con una notizia un po’ attempata ma che reputo importante. L’ultima edizione di “Fai il tuo film” – un concorso bandito dal FAI, Fondo Ambiente Italiano – è stata vinta da un cortometraggio girato a Chiafura, l’antico quartiere di Scicli scavato nella roccia.

chiafura.jpg

I giurati hanno scelto,  tra i dieci arrivati in finale, il corto  “Le grotte di Chiafura” «per avere saputo evocare la suggestione di un luogo arcaico, per la perfezione stilistica e l’uso non scontato del dialetto e per la capacità di creare un sapiente contrasto tra l’incanto estetico e la realtà restituita dal racconto».

 

Le registe del film, Micol Cossali e Valentina Morandi, non sono sciclitane, ma sono state catturate dall’incanto di Chiafura con le sue grotte piene di storia «La vita nelle grotte ormai appartiene al passato, ma è viva l’esigenza di valorizzarle e renderle accessibili come patrimonio fruibile dalle nuove generazioni, non solo per il fascino del luogo ma soprattutto per riallacciare i legami con questa parte fondamentale di storia che appartiene non solo a Scicli, ma all’intera Italia e che può ancora essere raccontata in prima persona da chi l’ha vissuta».

Tra le voci fuori campo del film sono riconoscibili quella del medico Gaetano Mormina, cresciuto nelle grotte, e quella di Carmelina Trovato, la “Pasionaria” di Scicli che si impegnò per il trasferimento degli abitanti di Chiafura nel quartiere popolare di Junci.

 

Qui potete vedere il corto.