Dimenticare Marina

Marina - Interno porto.jpg E’ questo il risultato a cui condurrà inevitabilmente la gestione a dir poco superficiale con cui vengono trattate le questioni relative alla nostra amata frazione marittima.

Se da una parte si parla di qualificazione con il porto turistico e con il nuovo lungomare, dall’altra si toglie in termini di vivibilità e qualità con la concessione di licenze ad ambulanti di ogni tipo, che determinano un’atmosfera perenne da sagra paesana che contrasta con i proclami di elevazione a località di elite, perla del mediterraneo, turismo culturale, ecc. ecc.

Ogni furgoncino, ogni stabilimento, ogni bar si sente autorizzato a sparare musica oltre ogni limite accettabile, fino a tarda notte. Si è istituita la categoria di “ambulante a posto fisso” (fantastico ossimoro) che autorizza l’attività di bar e paninerie su ruote senza però i vincoli igienici e urbanistici che queste attività richiederebbero, come ad esempio l’acqua corrente e adeguati allacciamenti per gli scarichi. Oramai il lungomare pedonale è diventato una discoteca di periferia con libertà di deiezioni, vista la totale assenza di bagni. E ogni mattina ferve l’attività di pulizia urbana per rimuovere lo scempio notturno (la puzza, però, rimane).

Turisti e residenti scappano, vista l’inutilità delle tante petizioni ed esposti per segnalare questi disagi. Resta una tipologia di visitatori “mordi e fuggi” da tutto il circondario che non porta nulla alla frazione nè in termini economici nè in termini di qualità dell’offerta turistica.

Il gran pienone, a Marina, si ottiene solo se c’è la salsiccia gratis.

Insomma anche quest’anno un’estate da dimenticare…

Ragusashire

Preferiscono di solito la campagna modicana ma iniziano a vedersi anche nel ragusano e a Scicli.

Attratti dalla luce del nostro paesaggio, dal mare e dalle suggestioni della Sicilia antica che riaffiorano qui e là a ricordare i fasti di questo triangolo di terra al centro del mondo allora conosciuto con un lato rivolto all’Europa, uno all’Africa e l’altro alla Grecia.

Sono gli abitanti del Ragusashire, venuti come turisti o per qualche incarico lavorativo temporaneo, che innamorati dei luoghi si sono poi insediati stabilmente nella nostra provincia. Anglofoni ma non solo, ripercorrono le tappe che resero, alcuni anni fa, la Toscana del Chianti una specie di contea inglese.

Il fenomeno ha assunto dimensioni interessanti e gli acquisti di vecchi casali da ristrutturare hanno fatto la fortuna delle agenzie immobiliari che hanno fiutato l’affare.

ragusashire.jpg Ma non è solo il paesaggio o la storia che attirano questo popolo nomade, in genere di alto livello sociale, con buone capacità economiche e attività di tipo intellettuale. Molti sono attratti dallo stile di vita “slow” dai vini e dal cibo genuino, dalla cioccolata di Modica e la raffinata pasticceria.

A tutti loro va il nostro caloroso benvenuto e la gratitudine per l’arricchimento culturale che recano.

 

Grido d’allarme per Kamarina

1kamakama.jpgRaccogliamo il grido di allarme per i fenomeni erosivi, forse provocati dai lavori al porto di Scoglitti, che stanno mettendo a rischio il più importante sito archeologico della provincia, l’acropoli di Kamarina antica città greca fondata nel 598 a.C. crocevia di commerci e scambi, teatro di uno dei più terribili naufragi dell’era antica.

Il comitato Salviamo Kamarina 2009, di recente costituzione, ha nelle scorse settimane pubblicato il seguente comunicato:

“Da circa sei mesi monitoriamo l’evoluzione dello sfaldamento progressivo ed inesorabile della falesia che si affaccia sul mare di Camarina proprio in prossimità della zona archeologica. Qui il mare sta portando via giorno per giorno pezzi di storia e cultura che sono patrimonio del mondo. Si tratta di manufatti in marmo, pietra, terracotta, metallo che affiorano dal costone e che anche alla vista della persona meno competente risultano di pregio ed interesse storico ed archeologico. I recinti perimetrali sono ormai sospesi nel vuoto guadagnato dal mare e fanno parte di un patrimonio monumentale devastato. Non si capisce che senso abbia investire per promuovere turismo e cultura se non riusciamo a preservare una delle più belle realtà della Sicilia sud orientale. Rivolgiamo ancora una volta un invito alle autorità e alle coscienze degli amanti dei beni archeologici, culturali ed ambientali, affinché si possa mettere la parola fine a questa tragedia”

(foto da http://www.scoglitti.it/museokamarina.htm)

 

Ma che bella festa…!

E’ stata una bella festa: buona l’organizzazione, l’Amministrazione ha dato il meglio di sé, forse esagerando un po’ sui propri meriti.

Bello, concreto e denso di impegno civile il discorso dell’ing. Bosco, presidente del C.d.A. del Porto, quando ha richiamato al bisogno di “normalità” per la Sicilia: dovrebbe infatti essere finalmente “normale” anche qui che le opere pubbliche si completino nei tempi stabiliti, che la gestione sia trasparente, che gli obiettivi imprenditoriali siano conformi a quelli collettivi.

Tutto bello, le navi militari all’interno del bacino col gran pavese, tanta gente, la musica, i balletti sull’acqua, i fuochi artificali…

Insomma il sogno di una infrastruttura moderna e funzionale che in trentasei mesi viene realizzata, dopo trenta anni di gestazione.

Senonché, a pochi metri dall’entrata, una frettolosa impalcatura cercava di nascondere come un pietoso velo agli occhi dei tanti ospiti le tracce dell’incendio doloso che qualche ora prima aveva devastato il vecchio bar dello Scalo trapanese.

Festa rovinata e brusco risveglio che ci ha riportato alla dura realtà di questa Sicilia che non riesce a liberarsi dai suoi fantasmi.

Navi nel porto.jpgNella foto la Levanzo, unità della Marina Militare dislocata nel porto di Marina in occasione della inaugurazione (foto di Carmelo Poidomani da Il Giornale di Ragusa)

Marina di Ragusa

porto-marina-ragusa_ok.jpgCi siamo: con la offerta in vendita dei posti barca e l’imminente inaugurazione del nuovo porto di Marina di Ragusa prende finalmente il via l’auspicato rilancio turistico della piu’ nota localita’ balneare del litorale ibleo. Si e’ gia’ aperto il toto scommesse sul futuro di questa importante infrastruttura (a quando l’apertura dell’aeroporto di Comiso?). I promotori non hanno dubbi sul ritorno economico che una struttura di questo tipo avra’ per tutto il comparto turistico della provincia, ma c’e’ chi nutre dei dubbi: prezzi alti, progetto sovradimensionato, rischi di frequente insabbiamento della bocca di porto, mancanza di infrastrutture di accoglienza per le moltitudini di turisti da yacht che gli ottimisti gia’ prefigurano. E voi? Siete tra gli entusiasti o tra gli scettici?