Le cose da fare a Ragusa (e dintorni) almeno una volta nella vita

Scaccia.jpg Preparare le Scacce.

Il maiuscolo è d’obbligo perché non si tratta di una comune e banale focaccia: è la perfetta sintesi della sapienza agroalimentare di quest’angolo di Sicilia.

Scambiata da alcuni insipienti visitatori forestieri per una sorta di lasagna portatile, si tratta invece del felice incontro tra la profumata farina di grano duro impastata a mano e tirata sottile, il carnoso pomodoro gonfio del sole di giugno, l’olio denso dell’altipiano Ibleo e poi Lui, il re della masseria: il Caciocavallo ragusano che, anche se per incomprensibili ragioni burocratiche ha dovuto cambiare nome (ora si chiama Ragusano Dop), resta uno dei massimi prodotti caseari della Nazione.

Se non avete una zia esperta che ve le fa (è uno spettacolo vedere l’energia che queste donne dispiegano nella preparazione), potete pur sempre andare al panificio Giummarra, quello vicino al Ponte Vecchio dal lato piazza Cappuccini, e chiedere un trancio di “Campagnola”.

Ma la cosa migliore è coinvolgere l’amico/a col forno in pietra in una sessione di preparazione di focacce che poi vi dureranno giorni: imparerete qualcosa da tramandare ai figli.

Notti bianche…

Tutta all’insegna del latte e dei suoi derivati l’interessante iniziativa che si apre oggi a Ragusa a cura del Corfilac.

La manifestazione si ripromette di porre a confronto i migliori produttori caseari della provincia con il pubblico dei consumatori evoluti, sempre più interessati a una corretta alimentazione e alle radici della cultura contadina.

Tre giorni di incontri, assaggi, sperimentazione e dibattiti su un settore che attraversa un periodo di crisi e che solo nella qualità, nell’identità territoriale, nel consumo responsabile e informato può trovare una prospettiva e una strategia di sviluppo.

La produzione casearia, la masseria come realtà produttiva integrata, l’eccellenza dei prodotti, sono tutti elementi costitutivi dell’identità del nostro territorio. Al Corfilac, il consorzio per la tutela della filiera casearia ragusana, va il merito di aver individuato questi aspetti, in un ottica di salvaguardia e valorizzazione, che vent’anni fa rischiavano di andare inesorabilmente perduti.

Raccomandiamo, tra le tante iniziative, i confronti (e gli assaggi) con le migliori realtà nostrane ed estere: i mitici Stilton, Roquefort, i Gorgonzola (mi viene l’acquolina al solo pensiero…!).

Insomma una occasione unica per gli amanti del mondo della caseificazione e per chi vuole saperne di più su uno dei cibi più antichi dell’umanità.

Qui trovate il ricco programma della manifestazione. L’appuntamento è in Piazza Libertà da oggi fino a domenica. Notti bianche.jpg