Sit-In No Muos a Ragusa

 

276901_513553275332061_1523195842_n.jpgIl Movimento NoMuos (in particolare i comitati di Ragusa e Modica) organizza sabato 19 gennaio 2013 dalle ore 9:30 un sit-in di protesta alla prefettura di Ragusa (in via Mario Rapisardi 124).

Dal comunicato ufficiale: «Le dichiarazioni del Ministro dell’interno Cancellieri a difesa del sistema Muos e di assoluta intolleranza verso qualunque forma di protesta hanno legittimato la violenta aggressione da parte delle forze dell’ordine, di scorta ai mezzi della ditta Comina nella notte tra il 10 e l’11 Gennaio, verso gli inermi manifestanti nomuos che cercavano di rallentare il trasporto delle gru verso la base della Marina Militare Americana di Niscemi.

Il coordinamento regionale dei comitati nomuos ha indetto per sabato 19 gennaio una giornata di protesta e mobilitazione contro le politiche repressive del governo e le sue posizioni ancora una volta subalterne alle politiche guerrafondaie del governo USA!».

Per ulteriori informazioni si può consultare http://www.nomuosniscemi.it o la pagina Facebook di NoMuos Ragusa.


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Trasmissione Rai sulle trivellazioni petrolifere a Ragusa

52217708.jpgStavolta una notizia poco “festosa”. Domani 29 dicembre, su RaiTre, alle 12.55 andrà in onda una puntata della trasmissione “Ambiente Italia” condotta da Beppe Rovera in cui si parlerà delle trivellazioni che da qualche anno affliggono il territorio di Ragusa, con gravi rischi per l’ambiente (soprattutto per le falde idriche, che sono state spesso trovate con valori di inquinanti molto superiori alla norma).

La trasmissione è stata girata anche grazie all’impegno del circolo ragusano di Legambiente “Il Carrubo”. Si parlerà anche delle «“stranezze” nel procedimento autorizzativo, quali la già nota curiosa autorizzazione di massima rilasciata dalla Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali di Ragusa”».

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I venerdì di Legambiente

legambiente-232x147.gifGià dalla scorsa settimana ha preso l’avvio l’iniziativa I VENERDI’ DI LEGAMBIENTE”, a cura del Circolo di Legambiente Ragusa “Il Carrubbo”.

Ogni venerdì si terrà un incontro avente per tema la natura, l’ambiente e lo sviluppo sostenibile. La scorsa settimana, ad esempio, si è parlato di emergenza rifiuti e di raccolta differenziata; oggi il tema sarà “Pesci, acque e gestione del territorio”, a cura di Antonino Duchi. La prossima settimana sarà la volta del “misterioso mondo dei licheni”, e venerdì 9 marzo ci sarà un incontro imperdibile su “La verità sul piano paesaggistico“, a cura di Marco Marangio. Gli incontri continueranno fino a metà aprile.

La sede degli incontri è il circolo ragusano di Legambiente, in via Umberto Giordano 55. Gli incontri cominciano alle ore 18.00.

Il programma completo sul sito di Legambiente Ragusa.



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Ragusa in “Ecosistema urbano”

ecosistemaurbano.jpgAnche quest’anno è uscito “Ecosistema Urbano“, il rapporto annuale di Legambiente, Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore sulla qualità ambientale delle 104 città-capoluogo italiane. Gli indici ambientali utilizzati per stilare il rapporto sono molteplici: tra essi vi è la qualità dell’aria, i consumi di acqua con relativa dispersione nelle reti idriche, la produzione di rifiuti e la raccolta differenziata, il trasporto pubblico, il tasso di motorizzazione, la ciclabilità e il verde urbano. La novità di quest’anno è che le città sono state suddivise in tre gruppi in base al numero di abitanti: Ragusa pertanto, avendo meno di 80.000 abitanti, ‘concorre’ assieme alle altre città piccole.

I risultati non sono proprio catastrofici, ma di certo non sono lusinghieri: su 45 città piccole, Ragusa si colloca al 30° posto (a due terzi della classifica, dunque: a un passo dalla ‘retrocessione’). Nel dettaglio: un terzo dell’acqua immessa nella rete idrica va dispersa; vengono prodotti 514 kg di rifiuti per abitante all’anno, di cui appena il 12% vengono differenziati; quanto a trasporto pubblico siamo tra gli ultimi posti, in compenso abbiamo 69 automobili per 100 abitanti (pressoché assenti pure le piste ciclabili, ma anche questo lo sapevamo già…). 

È una magra consolazione il fatto che Ragusa sia comunque la prima città in assoluto tra le siciliane, tutte tristemente in coda nelle rispettive classifiche. La cosa che fa più rabbia, forse, è capire che Ragusa potrebbe collocarsi più in alto, se solo ci fosse una reale volontà politica di salvaguardare l’ambiente.

Trivellazioni, il danno è fatto.

inquinamento.jpgLe trivellazioni in contrada Tresauro alla ricerca di petrolio erano state bloccate esattamente un anno fa dalla Regione per il timore che ci fosse incompatibilità con il piano paesistico della zona.

Il sindaco Dipasquale e il vicesindaco Cosentini condannarono allora l’intromissione della Regione su decisioni riguardanti il territorio ragusano, e lamentavano la perdita degli investimenti e dei posti di lavoro che l’Eni avrebbe portato con tali trivellazioni.

Così l’amministrazione nei mesi successivi si è impegnata  ad ottenere il nulla osta per la ripresa delle perforazioni e  a febbraio di quest’anno è stato raggiunto l’accordo con Lombardo: miracolosamente erano spariti i vincoli del piano paesistico e  le trivellazioni potevano  ricominciare con somma gioia di tutti. 

Ma, colpo di scena, le trivellazioni sono state nuovamente sospese a fine maggio. La sorgente Paradiso che rifornisce gli acquedotti di Ragusa e Santa Croce risulta inquinata da una massiccia presenza di alluminio, ferro e bario provenienti dai lavori di perforazione del pozzo di contrada Tresauro.

Dunque ricapitoliamo, le trivellazioni sono sospese come cinque mesi fa e con esse gli stipendi degli operai e gli investimenti dell’Eni, in più abbiamo un bel disastro ambientale. E adesso che si fa? Compriamo tutti l’acqua in bottiglia e smettiamo di andare al mare, per permettere all’Eni di continuare il suo lavoro e salvare l’economia della nostra provincia o la finiamo con queste perforazioni e cerchiamo investimenti meno rischiosi?

Per saperne di più andate sul sito di Legambiente.

Carrubi secolari addio

carrubo.jpgMese dopo mese continua a crescere nella nostra provincia la quantità di terra sacrificata al cemento e alle costruzioni umane. Senza nessun rispetto per il piano paesaggistico sorgono dall’oggi al domani villette e capannoni, intere aree campestri vengono sottoposte a carotaggi alla ricerca di petrolio o coperti da pannelli fotovoltaici.

Con il nuovo impianto fotovoltaico che sorgerà nella periferia di Santa Croce non è stato però compromesso soltanto un pezzo di terra ma un carrubeto secolare. La ditta responsabile dell’impianto dice di avere tutte le carte in regola ma, come ricorda il responsabile di Legambiente Claudio Conti  “la normativa vigente vieta tassativamente l’abbattimento degli alberi di carrubo, mentre l’eventuale loro trapianto in altro sito è autorizzato solo per individui di età inferiore a sei anni”, come è possibile allora che l’azienda abbia ottenuto l’autorizzazione della forestale a “spostare” carrubi di età parecchio superiore ai sei anni?

Sappiamo che l’energia solare è una preziosa risorsa che va sfruttata, ma siamo sicuri che quel terreno coi carrubi fosse l’unico posto in cui poteva sorgere l’impianto? O dobbiamo pensare che nessuno ha l’interesse di tutelare un carrubeto secolare in quanto questo non produce nessuna ricchezza immediata?

Giornata FAI di primavera a Cava Gonfalone

42_590-490.jpgSabato 26 e domenica 27 il FAI, Fondo Ambiente Italiano, promuoverà la Giornata FAI di Primavera: saranno aperti in tutta Italia 660 luoghi e siti di interesse ambientale, storico e archeologico.

Per l’occasione il Comune di Ragusa aprirà al pubblico la Cava Gonfalone, fresca di restauro: sarà una vera e propria inaugurazione quella che attenderà i curiosi e gli appassionati domattina, alle 9.30. L’accesso alla Cava è situato nei pressi di via Risorgimento 112; la visita – con dei ciceroni d’eccezione gli alunni del Gagliardi e del Berlinguer – sarà permessa per l’intera giornata di sabato e domenica.

Cava Gonfalone è un luogo di grande importanza storica e culturale per Ragusa: a cavallo tra Ottocento e Novecento è stata una di quelle cave da cui si estraeva la pietra calcarea per edificare. Dopo essere stata dismessa negli anni Trenta, è servita come rifugio durante gli anni della Guerra; poi, come tanti altri luoghi nascosti – poiché ipogei – è stata dimenticata. Per fortuna oggi, nell’ottica del recupero delle strutture archeologiche di Ragusa – comprese quelle ‘industriali’ -, sarà nuovamente resa visitabile e reintegrata nello spazio pubblico cittadino.

New economy, green economy

2.jpg Dilemma pomeridiano: andare allo spettacolo al Centro Servizi culturali o partecipare al convegno in programma al City?

Della performance sui temi dell’integrazione culturale abbiamo parlato nello scorso post.

Il convegno al City (il loungebar di tendenza aperto nella parte nuova della Villa Margherita) ha invece per tema la presentazione del libro di Antonio Cianciullo e Gianni Silvestrini dal titolo “La corsa della green economy – Come la rivoluzione verde sta cambiando il mondo”.

La manifestazione è organizzata dalla sezione ragusana di Legambiente; l’appuntamento è per le 17:00; sarà presente l’autore Gianni Silvestrini.

Ecosistema urbano 2010

ecosistema-urbano.jpg Il rapporto annuale Ecosistema urbano 2010 di Legambiente e Ilsole24ore sulla vivibilità delle città capoluogo italiane fotografa la consueta divisione netta di qualità della vita tra il nord e il sud del paese.

Le città siciliane sono tutte al di sotto della 72sima posizione, con Catania e Palermo che occupano rispettivamente la terzultima e l’ultima posizione.

L’unica nota meno tragica riguarda proprio la nostra Ragusa che risulta essere la prima (o la meno peggio) tra i capoluoghi siciliani, risalendo di ben dodici posizioni rispetto all’anno scorso.

Che dire? L’immagine che ne risulta è desolante: se invece di operazioni di pura facciata tipo feste e sagre, opere pubbliche di cui non si sente il bisogno (nuovo lungomare, parcheggi sotterranei, cavalcavia, palazzo Ina, ecc.) si mettesse mano ai problemi della qualità dell’acqua, dell’aria, al trasporto pubblico, alla messa in sicurezza degli edifici pubblici (primi fra tutti le scuole) a tutto ciò che incide realmente sulla vita quotidiana dei cittadini, forse potremmo finalmente in tempi brevi vedere la nostra città risalire sensibilmente in queste classifiche.

Ecosistema urbano 2009

E così, malgrado le classifiche di gradimento trionfali (ma come vengono stilate?), la dura realtà dei fatti, brutalmente, emerge.

E’ stata presentata in questi giorni la ricerca annuale di Ambiente Italia e Legambiente sulla situazione dell’ecosostenibilità nei capoluoghi italiani.

Ecosistema Urbano è giunto alla XV edizione. Quest’anno i parametri presi in considerazione sono ben 125,  indicatori di sostenibilità ambientale come il trasporto pubblico o i rifiuti, l’inquinamento atmosferico o la depurazione dell’acqua, ecc.

Per opinione diffusa si tratta di uno dei migliori checkup sulla qualità dell’ambiente urbano che si effettua in Italia e per Ragusa le notizie non sono per niente positive: 102sima su 103!

Riportiamo qui di seguito il commento della relazione che riguarda Ragusa, se volete scaricarla tutta cliccate qui ECOSISTEMAURBANO2009.pdf:

” Ed ecco Ragusa. Anche in questo caso, come per Catania, siamo ad una generale conferma di performance che non hanno mai superato seriamente un livello minimo di sostenibilità ambientale.

Le negatività più evidenti sono l’aumento delle perdite nella rete idrica (che passa dal 26% dell’acqua immessa dello scorso anno all’attuale 30%), un aumento della produzione di rifiuti (sale dai 463 Kg/abitante all’anno della passata edizione ai 556,5 odierni), un peggioramento nei consumi elettrici e nel tasso di motorizzazione, così come nei metri quadrati a disposizione dei pedoni che calano dai 0,38 agli attuali 0,15. Poi ancora un crollo nell’eco management che scende dai già scarsi 7 punti su 100 dello scorso anno a poco più di zero di questa edizione del rapporto Ecosistema Urbano di  Legambiente. Ragusa conferma poi genericamente le sue già pessime performance in quasi tutti gli altri indicatori.

Ci sono però anche in questo caso alcuni segnali positivi.

I più evidenti sono un buon miglioramento nella percentuale di rifiuti raccolti in modo differenziato che salgono dal pessimo 3,1% dello scorso anno al 15,1% di quest’anno, gli altri passi avanti si trovano nelle tabelle dedicate alle fonti rinnovabili. Ragusa nell’indice sintetico delle politiche energetiche passa infatti da un triste 0 su 100 dell’anno passato a 17 su 100 quest’anno, e ancora, troviamo il capoluogo siculo tra le prime dieci (8ª) nella classifica del solare termico con 2,48 metri quadrati installati su edifici comunali ogni 1.000 abitanti.

Nella tabella del solare fotovoltaico poi è addirittura 5ª con 1,90 metri quadrati installati ogni 1.000 abitanti. In entrambi i casi lo scorso anno era ferma a zero. Anche in questo caso però ciò non basta a risollevare Ragusa dalle ultime posizioni.” 
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