A Roma le proteste per l’aeroporto di Comiso

Runway.Comiso.jpgÈ davvero senza fine la storia dell’aeroporto di Comiso. Usato come base militare americana, chiuso, riaperto, richiuso, dedicato a Pio La Torre e poi rinominato ‘Vincenzo Magliocco’ – come nel periodo fascista -, a tutt’oggi, ormai completo, sembra sempre ad un passo dall’apertura ai voli civili, ma si tratta di un’attesa continuamente delusa.

Il mese scorso, dopo una marcia lenta in segno di protesta, è stato fondato il comitato ristretto a favore dell’apertura dell’aeroporto e del completamento della Ragusa-Catania.

Lo stesso comitato ha organizzato, per oggi pomeriggio a Roma, una manifestazione per sollecitare il ministro dell’Economia a firmare il decreto che dovrebbe rendere operativo lo scalo di Comiso. Saranno presenti i presidenti delle province di Catania, Ragusa e Siracusa e diversi sindaci. A questo punto non ci resta che sperare nella capacità di ascolto di Tremonti. 

 

 

 

Aeroporti e bonsai

Aeroporto Comiso.jpg Cresce l’allarme sulla sempre più chimerica apertura dell’aeroporto a Comiso dopo la polemica innescata dal quotidiano la Repubblica sugli “aeroporti bonsai” e la pubblicazione della mappa ove vengono indicati gli scali al disotto della soglia minima di convenienza economica.

E’ veramente bizzarra la situazione: dopo trent’anni di chiacchiere il tanto agognato scalo ibleo è perciò destinato a non vedere mai la luce? Sono state spese finora decine di milioni, la pista, l’aerostazione sono in gran parte completate. Esponenti politici di ogni schieramento si sono attribuiti meriti e paternità della realizzazione progetto, data per imminente un mese sì e uno no. Secondo recenti notizie stampa addirittura la Ryan Air avrebbe manifestato interesse per l’apertura dello scalo. E ora? Scusate, abbiamo scherzato…

Guarda la mappa

Se i sogni son desideri…

Siculamente a Comiso.jpg L’officina creativa di Siculamente fa il gran passo e si lancia con successo e convinzione (e tanta allegria) in una dimensione surrealista (dadaista e anche un po’ situazionista, fate voi…) per mettere il dito nella piaga di due grandi opere vitali per la nostra provincia che annunciate come imminenti da trent’anni e più, restano tuttora relegate nel libro dei sogni.

E visto che di sogni si tratta, ecco allora che non costa niente un’inaugurazione dell’autostrada e dell’aeroporto da parte di un’improbabile corte di personaggi che sembrano usciti dal cilindro di un mago impazzito.

Quella di Domenica scorsa a Comiso è stata una serata ironica e insolita, che ha messo in gogna l’incapacità di una classe dirigente provinciale che da trent’anni si trastulla in proclami di rapida realizzazione di infrastrutture indispensabili, senza riuscire a concretizzare nulla.

Bravi i ragazzi di Siculamente che capitalizzano il successo di un brand così popolare per spenderlo in iniziative di valore sociale, divertendo e divertendosi: cercheremo di seguire le loro prossime iniziative.

Ore decisive per l’aeroporto

Aeroporto_foto11.jpg Con la firma anche da parte della Regione del protocollo di intesa sul trasferimento delle aree dell’ex aeroporto militare, pare diradarsi la nebbia nella quale era sembrata piombare l’intera vicenda.

Per come si erano messe le cose la Regione rischiava di rimanere con il proverbiale cerino acceso in mano, con tutti quanti pronti a indicare Lombardo quale colpevole della mancata apertura: bene ha fatto quindi il Presidente a chiarire la questione degli oneri relativi alla funzionalità dello scalo (Enav, VV.FF. ecc.) e dell’inserimento della struttura nella rete di trasporto nazionale, seppure in funzione complementare all’aeroporto di Catania.

Speriamo che adesso si vada verso una rapida definizione di tutti gli aspetti operativi e che il 2011 veda finalmente l’entrata a regime dell’infrastruttura più attesa da tutta la provincia.

Naufragi aerei…

Aeroporto_foto11.jpg Pensavamo di non occuparci almeno in queste settimane ferragostane di argomenti seri; e infatti la vicenda che affrontiamo in questo post è ridicola, se non grottesca.

Parliamo del chimerico aeroporto di Comiso, la più attesa e importante infrastruttura per questa Provincia, la cui apertura e messa in funzione, alla luce dei nuovi accadimenti, appare sempre più lontana.

Non stiamo qui a fare la cronaca, potete trovare tutti gli aggiornamenti sulla stampa locale online e cartacea. Rileviamo qui solo l’insipienza di una classe politico-amministrativa sempre pronta a farsi bella quando sembra materializzarsi il progetto e a latitare al momento delle docce fredde.

Di certo c’è che non si contano più gli annunci di risoluzione dei vari passaggi burocratici e di imminente apertura. L’ultimo in ordine di tempo (ricordiamo che qualche anno fa ci fu pure un’inaugurazione!) dà per sicura l’apertura dell’aeroporto al traffico per la Pasqua 2011.

Non è che l’anno prossimo cadrà il 1° Aprile?

Pronti al decollo?

L’opera forse più attesa per tutto il comprensorio ibleo vede forse una schiarita nel suo travagliato iter.

Nei giorni scorsi il quotidiano online Il Corriere di Ragusa, in occasione del completamento dei lavori da parte dell’impresa appaltatrice, ha pubblicato il primo reportage fotografico dell’interno della aerostazione.

Per coloro ai quali fosse sfuggito il servizio diamo il link alle primissime foto in esclusiva.

Speriamo che ormai sia solo questione di pochi mesi e che presto si vada alla piena funzionalità di una infrastruttura indispensabile per lo sviluppo.

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La pista del nuovo aeroporto di Comiso

Sogni infranti

Qualche post fa, a inizio d’anno, ci chiedevamo dove fossero finiti i progetti dell’Amministrazione riguardo al Teatro, alla Biblioteca e al Museo.

head.gif Questa è stata la settimana della debacle di altre due importantissime infrastrutture del territorio: l’aeroporto di Comiso, con l’indagine avviata dalla Procura della Repubblica per chiarire il perché del ritardo di due anni per l’apertura nonostante i trenta milioni di euro di lavori effettuati, e lo psicodramma andato in onda intorno alla vicenda dell’Università Iblea, tra annunci di dimissioni, dichiarazioni polemiche, richieste di azzeramento del CDA per manifesta inadeguatezza, prospettive concrete di chiusura.

Se penso a quante parole sono state spese intorno a queste iniziative, sempre al fine di autoincensarsi e rivendicare a sé i meriti, mi viene da piangere. Progetti senza respiro, senza programmazione a medio e lungo termine, calibrati sulla distanza delle prossime elezioni e funzionali solo alle fortune del politico di turno…

Si può andare avanti così? Qualcuno mi può svegliare da questo brutto sogno? logo_consorzio.gif

Ragusashire

Preferiscono di solito la campagna modicana ma iniziano a vedersi anche nel ragusano e a Scicli.

Attratti dalla luce del nostro paesaggio, dal mare e dalle suggestioni della Sicilia antica che riaffiorano qui e là a ricordare i fasti di questo triangolo di terra al centro del mondo allora conosciuto con un lato rivolto all’Europa, uno all’Africa e l’altro alla Grecia.

Sono gli abitanti del Ragusashire, venuti come turisti o per qualche incarico lavorativo temporaneo, che innamorati dei luoghi si sono poi insediati stabilmente nella nostra provincia. Anglofoni ma non solo, ripercorrono le tappe che resero, alcuni anni fa, la Toscana del Chianti una specie di contea inglese.

Il fenomeno ha assunto dimensioni interessanti e gli acquisti di vecchi casali da ristrutturare hanno fatto la fortuna delle agenzie immobiliari che hanno fiutato l’affare.

ragusashire.jpg Ma non è solo il paesaggio o la storia che attirano questo popolo nomade, in genere di alto livello sociale, con buone capacità economiche e attività di tipo intellettuale. Molti sono attratti dallo stile di vita “slow” dai vini e dal cibo genuino, dalla cioccolata di Modica e la raffinata pasticceria.

A tutti loro va il nostro caloroso benvenuto e la gratitudine per l’arricchimento culturale che recano.

 

Nuovi aeroporti nascono…

Temo che la notizia del megafinanziamento regionale per un nuovo aeroporto ad Agrigento non debba suonare bene per chi (come noi) si aspettava a breve l’inizio delle attività di quello di Comiso.

Non voglio entrare in beghe campanilistiche (per carità!) sulla maggiore opportunità di una struttura simile a Comiso piuttosto che ad Agrigento, ma di certo piazzare due aeroporti così vicino non sembra una cosa molto astuta. E si parla anche di un aeroporto a Enna!

L’unica cosa da rimarcare è che quello di Comiso è praticamente finito… ma non sarebbe la prima volta che in Sicilia si buttano i soldi dalla finestra.

Purtroppo le scelte strategiche di sviluppo, qui da noi, non si fanno sulla base di studi seri e di previsioni condivise: vale di più (molto di più) l’importanza del bacino elettorale e lo schierarsi o meno dalla parte dei Vicerè di turno.

Vorrei tanto essere smentito.

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Nella foto:la pista dell’aeroporto a Comiso, sullo sfondo l’aerostazione.

…e ora dateci l’aeroporto!

Passata l’euforia per il nuovo porto turistico di Marina di Ragusa, forse è il caso di domandarci che fine ha fatto l’aeroporto di Comiso!

A mio avviso si tratta di una infrastruttura ben più importante e utile.

Col precedente governo (erano i tempi di Prodi) vi fu una pseudo inaugurazione con tanto di atterraggio di D’Alema sulla pista nuova di zecca, mentre il cantiere era ancora in costruzione.

Il sindaco di Comiso era Pippo Digiacomo, che ne aveva fatto il fulcro del suo programma politico. Il costruendo aeroporto fu intitolato a Pio La Torre, martire della mafia.

Poi, si sa, il centrosinistra ha perso le elezioni, il governo Prodi è caduto e D’Alema non fu più ministro.

Anche a Comiso il centrodestra ha conquistato il municipio (tra le prime, controverse iniziative vi fu quella di cambiare l’intitolazione da Pio La Torre ad un generale Magliocco di cui pochi conoscono le gesta) e dell’aeroporto non si parla più…

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Nella foto la pista dell’aeroporto col cantiere dell’aerostazione