Chiude la Facoltà di Lingue a Ragusa

universita-logo.jpgOrmai è deciso: a settembre a Ragusa non partirà il primo anno della Facoltà di Lingue straniere (per l’esattezza, il corso di laurea in “Mediazione linguistica”). Questo l’annuncio di pochi giorni fa di Antonio Recca, rettore dell’Università di Catania, di cui Ragusa è, anzi era, una sede distaccata. 

Il motivo, come sa chi ha seguito un minimo la vicenda, sono gli eccessivi debiti accumulati dal Consorzio Universitario Ibleo nei confronti dell’Ateneo catanese. Debiti che, ad oggi, hanno superato il milione di euro.

La decisione è stata presa, in sostanza, dal colleggio dei revisori dei conti dell’Università di Catania, che hanno denunciato l’insostenibilità della situazione (già negli scorsi anni avevano inviato al consorzio delle ingiunzioni di pagamento per appianare i debiti degli anni passati – debiti risanati sempre solo parzialmente).

Come sempre, purtroppo, sono gli anelli deboli della catena – nel nostro caso gli studenti – a farne le spese: con la progressiva disattivazione, anno dopo anno, di diversi corsi di laurea (ricordiamo che qualche anno fa era possibile studiare a Ragusa addirittura Medicina), la nostra città e la sua Università ha sempre meno da offrire ai suoi giovani cittadini.

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Quali prospettive di lavoro per i laureati in lingue?

Università-di-Catania-300x293.jpgL’università di lingue a Ragusa organizza un convegno dal titolo ‘Plurilinguismo e mondo del lavoro’ che si  si terrà mercoledì 21 e giovedì 22 marzo presso l’aula magna della facoltà di lingue.

In questo periodo di grave crisi ci si chiede se una laurea in lingue sia ancora spendibile. Le due giornate di studio hanno proprio l’obbiettivo di rispondere a questo problematico quesito, esaminando quali siano concretamente le possibilità di lavoro per un laureato in lingue che non vuole lasciare la sua terra: si parlerlà di cinese, giapponese e arabo, valutando il loro rispettivo grado di utilità, si parlerà di mediazione culturale, una professione sempre più richiesta in un mondo ormai multiculturale.

Dal sito dell’università di lingue: “Il convegno è volto a stimolare una riflessione sulla formazione, l’informazione e le normative correlate ai vari settori lavorativi che hanno come denominatore comune l’uso delle lingue. Nello specifico, esso punta ad analizzare le tematiche delle professioni linguistiche in una prospettiva territoriale che guarda alla Sicilia ed al Mediterraneo come ad una realtà geopolitica di sicuro interesse per lo sviluppo di alcuni profili professionali. L’obiettivo principale è pertanto quello di analizzare la questione della traduzione, dell’interpretazione e della mediazione linguistico-culturale, in un contesto regionale in cui impresa, enti locali, Unione Europea, politiche sociali e università si confrontano in un incontro teso a delineare e ad orientare le future figure professionali che necessitano di una formazione linguistica specifica.”

(fonte: http://www.flingue.unict.it/plurilinguismo/index.htm)

“Lingue” a Ragusa?

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È stata presentata da poco la prevista Facoltà di Lingue a Ragusa, sebbene l’iter appaia ancora lungo e travagliato. Infatti questo corso di laurea dovrebbe subire un trasferimento da Catania, città universitaria affermata, alla nostra città. A questo trasferimento si oppongono il preside Nunzio Famoso assieme a quindici docenti, i quali hanno presentato ricorso al Tar. Pertanto, nonostante siano già previsti due corsi di laurea (quello triennale con 230 posti e quello specialistico con 100 posti), per la conferma della loro attivazione si attende il pronunciamento del Tar.

Studenti in piazza

studenti in piazza.JPG Anche a Ragusa si è registrata una grande partecipazione alla manifestazione di ieri contro la riforma universitaria voluta dal governo Berlusconi e firmata dal ministro Gelmini. Oltre 500 partecipanti su una popolazione universitaria ridottissima come quella iblea è da considerarsi un vero successo.

Oltre ai problemi di carattere generale che sono al centro della contestazione di questa riforma, a Ragusa si sommano le incertezze legate alla permanenza stessa di una sede universitaria in città.

Sono convinto che in Italia, ancora più stridente della questione territoriale tra nord e sud del Paese, vi sia una irrisolta e incombente questione generazionale e la partecipazione massiccia alle manifestazioni di ieri in tutte le città ne è una ancor timida riprova.

Credo che se l’attuale senso di abbandono, di incertezza sul futuro dei giovani (dal lavoro alla possibilità di costruirsi una vita autonoma) trovasse forme organizzate, assisteremmo in breve tempo a uno tsunami nell’ingessato panorama politico nazionale.

Master per il Turismo

unesco.jpg La formazione di professionalità specifiche nel campo del turismo, in un’area a elevata vocazione imprenditoriale e candidata a probabile sviluppo nel settore. E’ questo l’obiettivo del Master di primo livello organizzato dalla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Catania che si svilupperà in tre sedi operative iblee, Modica, Ragusa e Scicli, le tre città che custodiscono il maggior numero di siti dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Il preside della facoltà, il professor Giuseppe Barone, spiega che con questa iniziativa l’Università offre un pacchetto di saperi, partendo dalla conoscenza del territorio come risorsa culturale, dall’economia del turismo e puntando sulle più evolute tecniche del marketing. E’ un’opportunità per i nostri giovani e speriamo possa ripetersi anche l’anno prossimo.

Il master inizierà a Dicembre e avrà una struttura itinerante, con lezioni che si svolgeranno direttamente sul campo.

Per l’inaugurazione del corso è prevista la partecipazione del rappresentante ICCROM Ray Bondin. L’ICCROM è l’organismo creato dall’UNESCO per la tutela del patrimonio e della diversità culturale.

Informazioni e programma presso il sito della Facoltà (attenzione: la presentazione delle domande scade Lunedì prossimo, 22 Novembre!).

L’Università dello spreco

Le vicende legate al tormentone dell’Università oramai rasentano il patetico: abbiamo già avuto modo di parlarne in questo blog.

E’ diventato insopportabile lo spettacolo di recriminazioni, polemiche, palleggiamento di responsabilità e accuse reciproche tra i vari attori protagonisti di questa specie di telenovela. Senonchè a far scivolare dal ridicolo al tragico questa vicenda vi è la consapevolezza di aver coinvolto centinaia di studenti, di famiglie, di operatori e un’intera comunità che ha dato affidamento a una classe dirigente  pretenziosa e incapace.

L’ennesimo esempio di incredibile sperpero e ottusa inconcludenza è dato dalla vicenda del laboratorio multimediale di piazza Carmine, il cosiddetto Cult-Lab, venuta alla luce grazie alla denuncia di uno studente ripresa da Step 1, periodico online indipendente degli universitari di Catania.

Una struttura d’avanguardia, definita come fiore all’occhiello della facoltà di lingue, dotata di attrezzature all’avanguardia, inaugurata in pompa magna a Dicembre 2006 e da allora incomprensibilmente chiusa e inutilizzata.

Attualmente pare che siano state depredate e danneggiate molte delle attrezzature in dotazione.

Senza parole.

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16 Dicembre 2006, inaugurazione dell’aula multimediale all’Università di Ragusa.