Naufragi aerei…

Aeroporto_foto11.jpg Pensavamo di non occuparci almeno in queste settimane ferragostane di argomenti seri; e infatti la vicenda che affrontiamo in questo post è ridicola, se non grottesca.

Parliamo del chimerico aeroporto di Comiso, la più attesa e importante infrastruttura per questa Provincia, la cui apertura e messa in funzione, alla luce dei nuovi accadimenti, appare sempre più lontana.

Non stiamo qui a fare la cronaca, potete trovare tutti gli aggiornamenti sulla stampa locale online e cartacea. Rileviamo qui solo l’insipienza di una classe politico-amministrativa sempre pronta a farsi bella quando sembra materializzarsi il progetto e a latitare al momento delle docce fredde.

Di certo c’è che non si contano più gli annunci di risoluzione dei vari passaggi burocratici e di imminente apertura. L’ultimo in ordine di tempo (ricordiamo che qualche anno fa ci fu pure un’inaugurazione!) dà per sicura l’apertura dell’aeroporto al traffico per la Pasqua 2011.

Non è che l’anno prossimo cadrà il 1° Aprile?

Cronaca nera

Due recenti fatti di cronaca, brutali e inusuali per questo territorio, ambedue maturati in ambito familiare, ci inducono a considerare ormai un vecchio e logoro luogo comune quello della provincia felice, isola nell’isola, magicamente immune dalle dinamiche più negative che segnano l’Italia in questo difficile periodo.

Una figlia che uccide a coltellate nel sonno la madre; un marito che massacra la moglie a colpi di pietra.

La cronaca nazionale è piena di drammi familiari, tensioni nascoste che emergono improvvisamente in forma di raptus e fanno strage, suicidio, omicidio: spesso è una donna a soccombere al furore, quasi sempre un soggetto debole, un bambino, un anziano.

Lo scenario è quello di una crisi economica profonda che mette in crisi ruoli, equilibri, relazioni.

Ora scopriamo con stupore che queste dinamiche colpiscono anche qui e ci sentiamo esposti, spiazzati e impotenti. Forse sarebbe utile una riflessione pubblica su questi fatti, per poterci ancora definire comunità.

L’Università dello spreco

Le vicende legate al tormentone dell’Università oramai rasentano il patetico: abbiamo già avuto modo di parlarne in questo blog.

E’ diventato insopportabile lo spettacolo di recriminazioni, polemiche, palleggiamento di responsabilità e accuse reciproche tra i vari attori protagonisti di questa specie di telenovela. Senonchè a far scivolare dal ridicolo al tragico questa vicenda vi è la consapevolezza di aver coinvolto centinaia di studenti, di famiglie, di operatori e un’intera comunità che ha dato affidamento a una classe dirigente  pretenziosa e incapace.

L’ennesimo esempio di incredibile sperpero e ottusa inconcludenza è dato dalla vicenda del laboratorio multimediale di piazza Carmine, il cosiddetto Cult-Lab, venuta alla luce grazie alla denuncia di uno studente ripresa da Step 1, periodico online indipendente degli universitari di Catania.

Una struttura d’avanguardia, definita come fiore all’occhiello della facoltà di lingue, dotata di attrezzature all’avanguardia, inaugurata in pompa magna a Dicembre 2006 e da allora incomprensibilmente chiusa e inutilizzata.

Attualmente pare che siano state depredate e danneggiate molte delle attrezzature in dotazione.

Senza parole.

Inaugurazione Cult-Lab.jpg

 

16 Dicembre 2006, inaugurazione dell’aula multimediale all’Università di Ragusa.

Montalbano…

Era inevitabile che anche in questo blog si venisse a parlare del commissario Montalbano, la popolare serie Tv tratta dai racconti di Andrea Camilleri.

La notizia è che il regista Alberto Sironi è di nuovo in zona per scegliere le location per i nuovi episodi che si gireranno prossimamente in provincia.

Ora, sono d’accordo con chi ritiene che questa fiction abbia costituito una utile ribalta per il territorio ragusano, mi pare di aver scritto qualcosa a proposito della bella rappresentazione del nostro paesaggio, ma mi viene il timore che si stia raggiungendo un livello pericoloso di saturazione.

La fotografia dei “luoghi di Montalbano” è bellissima e ha sicuramente attratto uno stuolo di turisti, ma il quadro umano e sociale che scaturisce da questi film mi sembra un po’ troppo macchiettistico, caricaturale.

Certo, si tratta di fiction, di fantasia; questi set (diciotto già girati, altri sette in programma) hanno dato spazio a tanti bravi attori attori ragusani (penso ad Angelo Russo, a Marcello Perracchio). Ma lo dico anche per il bravo Luca Zingaretti (che ho visto recentemente nel film di Pupi Avati, insieme a Christian De Sica, in una riuscitissima coppia drammatica): non teme di rischiare professionalmente l’effetto Ridge di Beautifull?

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Una scena del telefilm con Zingaretti e Angelo Russo