Una sentenza a favore del Piano paesaggistico

Altopiano_Ibleo.jpgLa scorsa settimana è giunta una notizia che ha segnato una vittoria per l’ambiente e le associazioni ambientaliste ragusane: è uscita la sentenza del CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana) che rigetta integralmente il ricorso di primo grado, proposto dal Comune di Ragusa, e accoglie il ricorso in appello di Legambiente.

 

Un ricorso presentato, in verità, non solo dal Comune di Ragusa, ma anche dalla Provincia e da tutti i Comuni della provincia di Ragusa, Vittoria esclusa. Questo ricorso mirava a far sottoporre a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) il piano paesaggistico -permettendo, in parole povere, di aggirarlo e continuare l’inesorabile e insensata cementificazione della provincia – con ciò andando contro le leggi italiane e le linee della Regione Sicilia.

 

Come apprendiamo dal comunicato stampa di Legambiente Ragusa, il CGA tra le altre cose ha stabilito che il piano paesaggistico non va sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) perché non determina alcun impatto sull’ambiente (anzi lo protegge), come invece sostenuto dal comune di Ragusa e dal TAR di Catania; che la tutela del paesaggio è prevalente sulla pianificazione urbanistica sull’intero territorio e che può disciplinare anche zone non soggette a vincolo paesaggistico; che le prescrizioni che fissano stringenti regole non sulla costruzione, ma sui limiti di compatibilità di talune strutture agricole a forte impatto in aree sensibili, non sono manifestamente arbitrarie o irrazionali, quindi sono legittime; che l’ammissibilità delle costruzioni in zona agricola è legittimamente subordinata alla valorizzazione ed alla salvaguardia del patrimonio naturale e dell’ambiente; e infine che Legambiente Sicilia, Legambiente Ragusa, Legambiente Modica, Italia Nostra e l’Associazione Tutela Terre d’Oriente sono legittimate ad impugnare atti amministrativi incidenti sull’ambiente, al contrario di quanto sostenuto dal Comune di Ragusa e dalla provincia regionale. 

 

Purtroppo da queste parti gli interessi dei cementificatori si sono incontrati con quelli dei privati cittadini, che sono stati allarmati e spaventati con lo spauracchio che non avrebbero più potuto costruirsi una villetta in campagna (o in quel che ne è rimasto), cosa che per un ragusano doc è ormai divenuta un must. In realtà, come possiamo leggere nella sentenza, ad essere tutelati saranno i terreni agricoli, favorendo la sostenibilità delle costruzioni (non vietate, tranne in certe fasce di particolare interesse ambientalistico) e mettendo un freno alle dissennate costruzioni che, da qualche anno a questa parte, stanno sorgendo come funghi nel territorio ibleo più caratteristico.


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Settimana della cultura 2012 a Ragusa

dalle profondità marine… storie antiche,castello di donnafugata,donnafugata,settimana della cultura,settimana della cultura 2012 a ragusaAnche il comune di Ragusa ha deciso di aderire alla XIV settimana della cultura, cominciata lo scorso sabato e che continuerà per tutta questa settimana, weekend compreso.

L’iniziativa comunale è quella di rendere visitabile gratuitamente il Castello di Donnafugata – il cui biglietto, negli ultimi tempi, è arrivato a costare ben 8 €, “in linea con altri siti e musei europei” a detta dell’assessore al turismo Sonia Migliore.

Un’altra iniziativa ragusana è l’evento “Dalle profondità marine… storie antiche“, che si terrà presso il Museo Archeologico Ibleo domenica 22 aprile (sempre con ingresso gratuito) e in cui verrà proiettato un video che vuole fare scoprire l’archeologia subacquea attraverso le nuove scoperte effettuate a Scoglitti e a Punta Secca. 

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John Lennon Valley

john-lennon-hard-hat2.jpgIl comune ci riprova: dopo i milioni di euro spesi per recuperare la vallata S. Domenica e la cava Gonfalone nel tentativo di trasformarle in parchi urbani – tentativo clamorosamente fallito – nuovi fondi arrivano per  cava Gonfalone.

Stavolta si preannunciano mutamenti radicali tanto da giustificare addirittura il cambiamento del nome della cava: non più cava Gonfalone, nome vetusto – lo si trova anche in documenti del ‘500 – ma John Lennon Valley. Il nesso tra il leggendario cantante dei Beatles  e la cava ragusana non è facilmente intuibile e l’articolo di Ragusa Sottosopra che annuncia il cambiamento non aiuta molto: “… cava Gonfalone che, con le sue ristrutturate latomie-teatro, si presta ad incarnare la suggestione di un’icona universale che simboleggia il mondo giovanile nella capacità di creare idee, arte, di essere solidali, di appropriarsi di luoghi e di spazi per esprimersi.” La proposta “singolare” (così la definisce l’articolo) è stata avanzata dall’accademia italo-americana Lacoonte e ha trovato subito l’entusiasta approvazione dell’amministrazione  che forse spera in questo modo di attirare verso la nostra città i fans del poeta inglese. 


 

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Esplorambiente a cava Santa Maria La Nova

cavasmaria.jpgL’associazione Esplorambiente di Scicli organizza un seminario sulla cava Santa Maria La Nova, una interessante zona rupestre lunga più di nove chilometri che da Modica scende verso Scicli. All’interno della cava sono presenti grotte naturali e latomie scavate dopo il terremoto del 1693 per le ricostruzioni; numerosi sono anche i siti archeologici come le necropoli della Santa Cassa, i Rutti Pirciati di contrada Catenazzello e il palmento di contrada Marafini.

Il  seminario si svolgerà in due tempi: venerdì 30 settembre a Scicli presso il palazzo Spataro, ci sarà la parte “teorica”, si parlerà della cava assieme ad esperti come lo storico dell’arte Paolo Nifosì, il geologo Rosario Zaccaria, l’agronomo Matteo Scatà. L’appuntamento è per le 17.30.

La domenica successiva, il 2 ottobre, si potranno visitare i luoghi più interessanti della cava, le latomie  e i siti archeologici. La quota di partecipazione è di 5 euro e comprenderà il viaggio in pulman e il pranzo, o meglio, l’assaggio di rustici presso il  panificio Ruta. Per maggiori informazioni visitate il sito dell’associazione  http://www.esplorambiente.it/web/news.php 

Giù le mani dalla Rotonda!

260530_1843680132522_1256173280_31736059_3599300_n.jpgA Ragusa, si sa, di solito i cittadini non sono molto attivi nell’ambito politico e sociale: si vive tranquilli e non c’è memoria di grandi manifestazioni negli ultimi decenni. 

Recentemente, tuttavia, anche da queste parti qualcosa sembra smuoversi. Negli ultimi giorni al centro storico c’è stato grande fermento, a causa di una panineria che dovrebbe essere eretta in una bella ‘rotonda’ panoramica dalla quale è possibile ammirare la vallata che dà su Ibla. Molti cittadini hanno espresso il loro dissenso verso la deliberazione comunale che prevede un simile scempio e stanno protestando chiedendo che l’ordinanza venga revocata e che al suo posto vengano previsti, semmai, degli interventi di valorizzazione a basso impatto.

È sorto pertanto il Comitato “Giù le mani dalla Rotonda”, che sta cercando di sensibilizzare i cittadini su una simile privatizzazione di uno spazio pubblico e sta organizzando una raccolta firme con dei banchetti. Chi volesse firmare può farlo nel banchetto semipermanente che dal prossimo venerdì al 2 luglio sarà presente in Corso Italia all’angolo con via Roma ogni mattina e pomeriggio, o la sera a Ibla nonché a Marina nei weekend.

Il consumo del territorio

Italia Nostra.jpg Un grido di allarme, un monito a tutti coloro cui sta a cuore questo angolo di Sicilia, ai cittadini e agli amministratori, agli operatori economici locali ed esterni.

Italia Nostra lancia un accorato appello a difesa di un territorio per certi versi unico ma che difficilmente potrà conservare le sue specificità se non si attueranno presto strumenti di salvaguardia e sviluppo opportuni ed efficaci; e condivisi.

Con una accelerazione inaspettata in questi giorni vengono al pettine tutti i temi cruciali che ci pongono l’interrogativo sul futuro possibile di questa provincia: trivellazioni a mare e nell’entroterra, campi fotovoltaici, piano paesaggistico e parco degli Iblei, inquinamento delle falde, urbanizzazione del territorio. Il dibattito rischia di impantanarsi in prese di posizione aprioristiche quando sarebbe invece opportuna una fase di riflessione e dibattito allargato a tutti gli attori sociali. Sarebbe necessaria la consapevolezza che il territorio non è una risorsa infinita e che certi modelli di sviluppo incontrollato portano alla perdita definitiva e irrimediabile di quelle risorse collettive che sono la vera ricchezza di questa terra: il paesaggio, la storia, l’ambiente, l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo.