La guerra degli attacchini

manifesti abusivi.jpgCome se non bastasse l’inaspettata alleanza tra PD ed esponenti del centro destra a demotivare molti ragusani a recarsi alle urne, nuovi eventi scandalosi contribuiscono ad allontanare i cittadini dalla politica. 

L’esponente dell’Idv che si trova al Cannizzaro in gravi condizioni per aver attaccato qualche manifesto, ci fa ritornare improvvisamente agli anni ’70 quando a fare politica si rischiava la vita. 

Siamo ormai abituati alla guerra dei manifesti elettorali, sappiamo che in periodo preelettorale la città si riempie di manifesti e volantini abusivi che ripropongono ossessivamente le stesse facce. Ma dovevamo arrivare ad un brutale atto di violenza per capire chi sta dietro la lotta tra gli attacchini: gente senza scrupoli che è disposta a servirsi di metodi mafiosi ed intimidatori per raggiungere la propria poltrona.

Come scrive un giornalista di Telenova “Mai nella storia di Ragusa si era arrivati a tanto in una campagna elettorale. Non abbiamo il piacere di assistere ad un comizio di questi  candidati epperò siamo circondati dalle loro facce attaccate su tutti i muri della città con abuso, prepotenza e delinquenza.  Sono pregiudicati, sono una banda specializzata a cui si affidano i candidati con la speranza di rimanere incollati al muro il più possibile, e non conta nulla se si è fuori da ogni regola.”

Vogliamo veramente farci rappresentare da questi politici?

 

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Nello Dipasquale si è dimesso

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È ufficiale: Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa, si è dimesso.

Dopo mesi in cui le voci si sono rincorse – qualcuno in realtà lo vociferava già oltre un anno fa, durante le scorse elezioni – Nello Dipasquale ha deciso di lasciare la poltrona di sindaco e di correre per quella molto più ambita della Regione (non è ancora ben chiaro se come deputato o se addirittura come candidato governatore, inventandosi un terzo polo…). La decisione è stata ufficializzata e resa nota ieri, l’ultimo giorno utile per dimettersi e potersi così candidare all’ARS. 

Dunque Dipasquale, dopo sei anni, non è più il sindaco di Ragusa. Non sono stati pochi i malumori e le critiche che il sindaco si è attirato in questi anni. Sei anni in cui Ragusa ha cambiato volto, diventando in molte sue contrade pressoché irriconoscibile: sei anni in cui il territorio – ironia della sorte, è anche il nome del movimento partitico dell’ex sindaco, che tempo fa aveva voltato le spalle al Pdl – il territorio, dicevamo, è stato bistrattato, spianato, appaltato, cementificato. E più sparivano gli altipiani, rivoltati dalle ruspe e soffocati dalle autobetoniere, più apparivano parcheggi.

Del resto Dipasquale non ha fatto mistero di voler essere ricordato come il sindaco che più di ogni altro ha cambiato il volto di Ragusa. Chi abita al centro lo sa: prima i lavori di via Roma (ancora in corso), poi le vicende del quartiere Carmine Putie, infine il progetto per ridisegnare piazza Libertà… La sua visione di una nuova Ragusa ha lasciato dei segni ben visibili nell’intero territorio della città.

Resta da vedere se ora Ragusa saprà voltare pagina – ammesso che cambiare sindaco significhi cambiare modo di fare politica. Nel frattempo il potere è nelle mani del vicesindaco Cosentini, e la giunta si riunirà solo in caso di particolari urgenze. In attesa della elezioni della prossima primavera…


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Studenti in piazza

studenti in piazza.JPG Anche a Ragusa si è registrata una grande partecipazione alla manifestazione di ieri contro la riforma universitaria voluta dal governo Berlusconi e firmata dal ministro Gelmini. Oltre 500 partecipanti su una popolazione universitaria ridottissima come quella iblea è da considerarsi un vero successo.

Oltre ai problemi di carattere generale che sono al centro della contestazione di questa riforma, a Ragusa si sommano le incertezze legate alla permanenza stessa di una sede universitaria in città.

Sono convinto che in Italia, ancora più stridente della questione territoriale tra nord e sud del Paese, vi sia una irrisolta e incombente questione generazionale e la partecipazione massiccia alle manifestazioni di ieri in tutte le città ne è una ancor timida riprova.

Credo che se l’attuale senso di abbandono, di incertezza sul futuro dei giovani (dal lavoro alla possibilità di costruirsi una vita autonoma) trovasse forme organizzate, assisteremmo in breve tempo a uno tsunami nell’ingessato panorama politico nazionale.

La guerra dei rifiuti

raccolta differenziata.jpg Rischia di scoppiare tra le mani la questione dei rifiuti in provincia. Il sindaco di Ragusa sta predisponendo un’ordinanza che vieterà di conferire i rifiuti ai comuni di Modica, Pozzallo, Ispica e Scicli nella discarica di Cava dei Modicani, prossima al collasso.

Intanto il tanto declamato programma di avvio della raccolta differenziata è fermo a una parte limitata della città e l’impianto di compostaggio inaugurato in gran pompa un anno e mezzo fa non è mai entrato in esercizio.

E’ finita l’epoca degli annunci roboanti e velleitari: sulla questione rifiuti si gioca la sopravvivenza di una intera classe politica. L’esempio disastroso di Napoli e di Palermo sono sotto gli occhi di tutti. Cos’altro serve per mettere mano in maniera definitiva al problema? Qualcuno conta di arrivare all’emergenza per avere poi mano libera e profitti a gogò?

Metti una sera a teatro

teatro donnafugata.jpg Presentata ieri, Giovedì 18, inizia la stagione degli spettacoli 2010/2011 del Teatro Donnafugata, gioiello ottocentesco nel cuore del quartiere barocco di Ragusa Ibla.

Si parte con un concerto jazz dell’ImproGressive trio, formazione ragusana che inaugura la stagione: l’appuntamento è per stasera alle ore 19:00.

Ma il programma di quest’anno è ricco di suggestioni, a partire dal tema centrale della stagione che è il canto lirico (sapete che ho un debole per questo genere…) con diverse interessanti divagazioni nel teatro e nel Jazz.

Qui trovate il link al programma completo.

La presenza del Sindaco Dipasquale alla conferenza stampa di presentazione mi dà lo spunto per alcune considerazioni.

Io credo che in città manchi una autentica politica culturale. Al di là dei patrocini e dei contributi economici (che non si negano mai a nessuno) a varie ed eterogenee iniziative, manca un programma di largo respiro che punti prima di tutto alla formazione di istituzioni stabili (un teatro comunale, la biblioteca, una sede museale appropriata), e poi alla formazione di un pubblico attraverso la didattica (scuole musicali, scuole di teatro, scuole d’arte). In questo campo basterebbe, come inizio, sviluppare l’integrazione e la collaborazione tra le realtà che in città, eroicamente e tra mille problemi, già operano.

Il discorso, ovviamente, è ampio e non può risolversi in queste quattro righe; ma in tempi così grami ci si dovrebbe porre il problema di rendere il più efficace possibile l’intervento pubblico (sempre più ridotto) e di valorizzare l’iniziativa degli appassionati, indirizzandoli verso la formazione di un patrimonio comune, di un capitale sociale a disposizione di tutta la comunità.

Aeroporti e bonsai

Aeroporto Comiso.jpg Cresce l’allarme sulla sempre più chimerica apertura dell’aeroporto a Comiso dopo la polemica innescata dal quotidiano la Repubblica sugli “aeroporti bonsai” e la pubblicazione della mappa ove vengono indicati gli scali al disotto della soglia minima di convenienza economica.

E’ veramente bizzarra la situazione: dopo trent’anni di chiacchiere il tanto agognato scalo ibleo è perciò destinato a non vedere mai la luce? Sono state spese finora decine di milioni, la pista, l’aerostazione sono in gran parte completate. Esponenti politici di ogni schieramento si sono attribuiti meriti e paternità della realizzazione progetto, data per imminente un mese sì e uno no. Secondo recenti notizie stampa addirittura la Ryan Air avrebbe manifestato interesse per l’apertura dello scalo. E ora? Scusate, abbiamo scherzato…

Guarda la mappa

Ore decisive per l’aeroporto

Aeroporto_foto11.jpg Con la firma anche da parte della Regione del protocollo di intesa sul trasferimento delle aree dell’ex aeroporto militare, pare diradarsi la nebbia nella quale era sembrata piombare l’intera vicenda.

Per come si erano messe le cose la Regione rischiava di rimanere con il proverbiale cerino acceso in mano, con tutti quanti pronti a indicare Lombardo quale colpevole della mancata apertura: bene ha fatto quindi il Presidente a chiarire la questione degli oneri relativi alla funzionalità dello scalo (Enav, VV.FF. ecc.) e dell’inserimento della struttura nella rete di trasporto nazionale, seppure in funzione complementare all’aeroporto di Catania.

Speriamo che adesso si vada verso una rapida definizione di tutti gli aspetti operativi e che il 2011 veda finalmente l’entrata a regime dell’infrastruttura più attesa da tutta la provincia.

Vent’anni dopo…

Falcone e Borsellino .jpg Per l’esattezza sono diciotto gli anni trascorsi dagli attentati ai giudici Falcone e Borsellino, ricordati anche a Ragusa con una fiaccolata lunedì scorso a Ibla.

So che l’impresa è difficile: scivolare nella retorica è la maniera migliore per seppellire le più belle intenzioni; ma ci proverò per vari motivi.

Mai come in questo caso è attuale e bruciante la ragione del loro operare, la visione di legalità che li animava e la volontà di riscatto civile di una intera popolazione (i Siciliani) a torto accusata di essere antropologicamente contigua al fenomeno mafioso.

Non è così: la storia della Sicilia è storia di ribellione all’ingiustizia, al potere corrotto: solo che qui è riuscita meglio la strategia dell’isolare prima e distruggere poi gli antagonisti, propria di ogni regime iniquo.

Giornalisti, sindacalisti, magistrati, poliziotti e carabinieri, politici onesti e illuminati, sacerdoti, imprenditori. Dal dopoguerra a oggi le cronache nostrane sono costellate dal lucido sacrificio di pochi per il riscatto collettivo. Non piegarsi, mai. Comprendere e agire, anche solo con l’esempio.

Ecco: vorrei che a questo possano servire le ricorrenze.

Pronti al decollo?

L’opera forse più attesa per tutto il comprensorio ibleo vede forse una schiarita nel suo travagliato iter.

Nei giorni scorsi il quotidiano online Il Corriere di Ragusa, in occasione del completamento dei lavori da parte dell’impresa appaltatrice, ha pubblicato il primo reportage fotografico dell’interno della aerostazione.

Per coloro ai quali fosse sfuggito il servizio diamo il link alle primissime foto in esclusiva.

Speriamo che ormai sia solo questione di pochi mesi e che presto si vada alla piena funzionalità di una infrastruttura indispensabile per lo sviluppo.

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La pista del nuovo aeroporto di Comiso

La piazza San Giovanni e il Palazzo Ina – 2

Torniamo sulla vicenda del Palazzo Ina e del rifacimento della piazza San Giovanni.

Dal concorso internazionale sono scaturiti due progetti, vincitori ex-aequo: mi sembra la classica decisione pilatesca per non prendersi la responsabilità di una scelta.

Ora si parla di referendum popolare per la decisione finale tra questi due progetti; potete averne un’idea da questo articolo uscito recentemente su Sciclinews, giornale online, e si invocano addirittura percorsi di “democrazia partecipata” (che è qualcosa di diverso dal chiamare i cittadini ignari a esprimere un sì o no su questioni complesse). Temo si stia correndo il rischio di fare la toppa peggiore del buco.

Restiamo in attesa della pubblicazione degli elaborati per esprimere un’opinione più ragionata, ma a questo punto la boutade lanciata in risposta a un commento del nostro post di Febbraio (perchè non lo buttiamo giù e allarghiamo la piazza?), credo che possa essere presa seriamente in considerazione, anzichè vagheggiare di improbabili hotel a cinque stelle (ce n’è già uno sulla piazza) e di stuoli di privati che fanno a gara per investire milioni e milioni di euro in un’iniziativa tutta nata da qualche fervida fantasia.

Ricordiamo che il concetto di democrazia partecipata presuppone il coinvolgimento dei cittadini fin dalle prime fasi degli iter decisionali, anzi nella definizione dello stesso iter.

Non si può banalizzare e invocare alla fine il giudizio popolare solo per togliersi d’impaccio da decisioni difficili e pretendere pure di apparire democratici!

Guardate a questo link della Regione Toscana come l’argomento della democrazia partecipativa sui progetti di largo interesse viene affrontato e sviluppato e cerchiamo di trarne qualche insegnamento…

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Il Palazzo INA a Ragusa