Dossier immigrazione Caritas, i dati di Ragusa

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Dal dossier annuale della Caritas sulla presenza degli immigrati nel territorio italiano, apprendiamo che in provincia di Ragusa gli stranieri residenti sono in aumento. Come spiegano i redattori del dossier, “La popolazione immigrata in Provincia di Ragusa continua a salire, a differenza di quanto succede in Italia dove la popolazione straniera è ferma ai valori del 2009. Al 31 dicembre 2010 sono presenti sul territorio provinciale 20.956 residenti stranieri, con un incremento del 13,4% rispetto all’anno precedente e un’incidenza sul totale dei residenti al 6,6%”. La comunità più numerosa è quella dei tunisini, seguono quelle dei rumeni e degli albanesi.

La crescita costante degli immigrati nella nostra città è testimoniata anche dalla presenza sempre più importante di bambini non italiani all’interno delle scuole: “gli studenti iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado nell’anno scolastico 2010-2011 sono stati 2.793 in rappresentanza del 5,3% della popolazione scolastica totale. Il 39% di questi alunni è nato in Italia ed è la mancanza di una legge sulla cittadinanza più moderna e più attenta ai bisogni delle seconde generazioni che ci costringe a contarli tra gli stranieri” (fonte).

Gli stranieri aumentano e i ragusani sembra non se ne accorgano, forse perché, non condividendo gli stessi spazi urbani, la percezione della presenza degli immigrati da parte della comunità ragusana risulta falsata. Le due comunità in realtà si ignorano, perdendo così l’ennesima occasione di arricchimento culturale reciproco.

Ragusa-Catania il romanzo a puntate

ragusa catania, nino minardo, tremonti, miccichéL’odissea della Ragusa-Catania ha stancato tutti noi e capisco che quello che meno volete è un ennesimo post sulla questione, ma questa volta penso proprio che non vi annoierò: ecco a voi la cronostoria delle ultime battute dei politici sulla Ragusa-Catania.

16 aprile, dopo la formazione del comitato e la marcia lenta organizzata da quest’ultimo qualcosa sembra muoversi dice il parlamentare del PdL Nino Minardo:  «Ho avuto modo di parlare in aula più volte con il ministro del Tesoro, il quale, sino a poco tempo addietro, sconosceva completamente la problematica della Ragusa-Catania. Ora ha approfondito la documentazione e mi ha confermato che si sta sbrogliando la matassa, rimuovendo i piccoli intoppi procedurali che sussistono Tremonti ha anche sollecitato i tecnici del ministero ad accelerare i tempi. E delle parole di un ministro debbo fidarmi». Insomma sembriamo sulla buona strada, adesso che la questione è stata presa a cuore niente di meno che dal ministro del Tesoro stiamo tutti tranquilli.

29 aprile, arriva anche l’appoggio del ministro della Giustizia che, venuto in elicottero per sostenere la campagna elettorale dell’amico Nello Dipasquale, afferma: “Appena sarà eletto,[Nello Dipasquale] il primo giorno di giugno andremo insieme a bussare alla porta dei ministri competenti perché firmino i decreti necessari per la Ragusa-Catania e per l’aeroporto di Comiso”. A seguire un fragoroso applauso.

12 maggio,  ecco il sì di Tremonti ai finanziamenti per la Ragusa Catania: “il ministero del’Economia ha espresso parere positivo allo schema di convenzione per il progetto di finanza per la realizzazione dell´autostrada Ragusa – Catania. Il documento è stato già trasmesso al Cipe che ha inserito il punto riguardante il finanziamento della Ragusa Catania all’ordine del giorno della seduta in programma la prossima settimana.”  A confermarlo è ancora Nino Minardo “il parere di Tremonti era lo snodo necessario per sbloccare l’iter e per il quale io stesso, con altri parlamentari siciliani, avevo rivolto un preciso appello al Presidente Berlusconi.” Bene ci siamo, il clima è di pieno e fiducioso ottimismo, cominciamo a cercare gli operai per strada e i cantieri coi semafori.

Passa un mese, passano le elezioni e i cantieri non si vedono ancora; il 22 giugno arriva un messaggio inquietante da Gianfranco Micciché sottosegretario al Cipe: “…i fatti dicono invece che ad oggi il ministero dell´Economia ha posto ulteriori prescrizioni allo schema di convenzione. Rispetto al testo originario dell´accordo il ministro Tremonti ha chiesto delle modifiche e dei chiarimenti al ministero dei Trasporti e Infrastrutture. Solamente dopo che questa richiesta sarà stata ottemperata, il ministro Matteoli potrà proporre la convenzione al Cipe.” Ma come? Tremonti non aveva  dato il suo sì incondizionato al progetto? Lo schema di convenzione non era già stato trasmesso al Cipe? 

Confusi e disorientati non sappiamo più cosa pensare ma per fortuna lo sconforto dura poco, il 25 giugno Nino Minardo ci rassicura “«Ho avuto ampie rassicurazioni da alcuni funzionari del ministero che fa capo ad Altiero Matteoli.È vero che ancora non si provveduto ad inoltrare la documentazione al Cipe, ma sol perché la riunione pre-feriale del massimo organismo di programmazione non è stata ancora fissata.” Capito? È solo una questione di date e di riunioni da fissare, presto avremo la nostra strada, evviva.

 

Non bere prima di guidare!

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Ancora un weekend è alle porte: dalla città ci si sposta a frotte al mare, dove la temperatura è più clemente, l’aria più fresca e l’atmosfera più spensierata. Troppo spensierata, spesso: molti giovani, alla forsennata ricerca del divertimento, non mancano di alzare il gomito nei locali della zona costiera. Nulla di male, se non fosse che poi si mettono spavaldamente al volante, mettendo in pericolo la propria e l’altrui vita in una strada tristemente nota per i frequenti incidenti sovente esiziali. Ed è proprio in queste sere che la Polstrada fa strage di patenti (sempre meglio che stragi di persone…). Il test con l’etilometro è ormai una routine; i dati rilevati sono allarmanti, e fanno registrare tassi alcolemici preoccupanti. Ricordiamo che le multe partono da 500 € per un tasso superiore a 0,5 g/l, e che èper i neopatentati c’è tolleranza zero. A volte un cocktail può costare davvero caro…

Comiso: il pasticcio dell’aeroporto fantasma

AEROPORTO-COMISO.jpgVi segnalo un interessante articolo scritto da Antonio Fraschilla e apparso qualche giorno fa su Repubblica Palermo. Il giornalista  ricostruisce la storia ingarbugliata dell’aeroporto di Comiso e tenta di rispondere a domande cruciali, prima fra tutte quella riguardante i ritardi nell’apertura del Magliocco.

A quanto pare non si capisce bene a chi spetterebbe investire gli ultimi milioni per aprire lo scalo: se allo Stato, alla So.a.co o alla Intersac; non si sa da dove dovrebbero provenire gli stipendi per i controllori di volo e chi dovrebbe finanziare i  servizi offerti all’interno dell’aeroporto.

Tutto ciò avendo già speso 36 milioni di euro di fondi CIPE ed europei che al momento risultano sprecati perché l’aeroporto ad oggi non è altro che  “una cattedrale nel deserto”.

A Roma le proteste per l’aeroporto di Comiso

Runway.Comiso.jpgÈ davvero senza fine la storia dell’aeroporto di Comiso. Usato come base militare americana, chiuso, riaperto, richiuso, dedicato a Pio La Torre e poi rinominato ‘Vincenzo Magliocco’ – come nel periodo fascista -, a tutt’oggi, ormai completo, sembra sempre ad un passo dall’apertura ai voli civili, ma si tratta di un’attesa continuamente delusa.

Il mese scorso, dopo una marcia lenta in segno di protesta, è stato fondato il comitato ristretto a favore dell’apertura dell’aeroporto e del completamento della Ragusa-Catania.

Lo stesso comitato ha organizzato, per oggi pomeriggio a Roma, una manifestazione per sollecitare il ministro dell’Economia a firmare il decreto che dovrebbe rendere operativo lo scalo di Comiso. Saranno presenti i presidenti delle province di Catania, Ragusa e Siracusa e diversi sindaci. A questo punto non ci resta che sperare nella capacità di ascolto di Tremonti.