Festestate di San Martino – Sagra della frittella

sagra_della_frittella_ragusa.jpgAnche quest’anno è partita la consueta sagra della frittella a Ragusa, nonostante prima fossero stati annunciati i tagli dei contributi da parte del Comune e alla fine non sia arrivato nessun contributo da parte del commissario straordinario. 

Per organizzare la sagra, quindi, quest’anno i commercianti del centro storico hanno deciso di autotassarsi per coprire i costi della manifestazione. 

La sagra, denominata Festestate di San Martino, è già stata inaugurata mercoledì, ma andrà avanti ogni sera fino a domenica.

Per le vie del centro, in particolare nella zona compresa tra via Mariannina Coffa, Ponte Vecchio e piazza San Giovanni, verranno presentati oltre 30 tipi di frittelle: non solo quelle classiche, dolci, arricchite anche in varianti al cioccolato o alla nocciola, ma anche salate, con Ragusano Dop, zucca o salsiccia. 

Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

Inaugurazione invernale del mercatino Genuino Clandestino

mercato-del-contadino.jpg

Verrà oggi inaugurata a Ragusa la stagione invernale del mercatino Genuino Clandestino, il mercatino di prodotti locali a km zero di cui abbiamo già parlato qualche mese fa. 

A partire dalle 17 di mercoledì 7 novembre, contadini e artigiani locali presenteranno i loro prodotti naturali presso il circolo Lebowski.

Verrà allestito anche un angolo dell’usato e del baratto. Dalle 19 in poi cena a offerta libera con prodotti locali e tipici.

Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

Andare per verdure con Singola

borragine.jpgIl maltempo tremendo dello scorso fine settimana, che ha costretto molti di noi a restare a casa e ha provocato seri danni sia in città che nelle campagne, sembra finalmente passato. Ci auguriamo che sia stato l’ultimo colpo di coda di questo freddo inverno e che inizi finalmente la primavera.

Un ottimo modo per inaugurare l’arrivo della nuova stagione, è andare a raccogliere verdure spontanee. Per fare ciò è indispensabile sapere che cosa raccogliere e quando. Chi mi segue da più tempo ricorderà che l‘anno scorso  ho consigliato il libro di Fabio Monreale Piante spontanee e alimentari in Sicilia, per ovviare alle vostre lacune fitoalimurgiche. Se però il libro non vi basta e volete delle vere e proprie lezioni, sappiate che Fabio Monreale terrà un corso sulla fitoalimurgia a Modica presso la camera da té Singola.

Riporto il contenuto della locandina:

“Se pensate di conoscere le verdure selvatiche solo perché avete imparato a raccogliere asparagi, borragine e bietole selvatiche, significa che le vostre conoscenze sono limitate. 

In passato le verdure selvatiche hanno costituito una fondamentale risorsa alimentare. Nella stagione propizia era consuetudine: “iri a cogghiri a viddura”. Boccione, costolina, finocchietto, cardo, asfodelo, strigolo, porcellana, rapastrello, mirto, smilace, giuggiolo, caccialepre, lampascione…

 Sapreste riconoscerle? Avete mai apprezzato il loro atavico sapore? Sapreste cucinarle? Con gli incontri di fitoalimurgia avrete risposte a queste e ad altre domande.” 

Il corso è diviso in due incontri: il primo si terrà sabato 17 marzo dalle 15:30 alle 17:30, si tratta di una lezione teorica che vi spiegherà quali sono le verdure spontanee presenti nelle nostre zone. 

 Sabato 24, dalle  15:30 alle 20:00, ci sarà invece la lezione pratica che comprende la raccolta all’aperto e la preparazione e degustazione di piatti cucinati con le verdure raccolte.

La quota di iscrizione è di € 35,00 (lezioni e degustazioni incluse), per info e prenotazioni: Singola camera da tè , Ristorante Naturale, via San Giuliano 59/A, (RG) Tel.0932/1960989-3287226046, contattasingola@gmail.com

Singola profilo.jpgLa camera da té Singola è un ristorante naturale e sala da tè che ha aperto da 1 anno a Modica. È un ottimo posto dove cenare, prendere un tè e rilassarsi un po’. Il locale è arredato con cura, l’ambiente è familiare e confortevole. Tutti i piatti preparati contengono ingredienti freschi, stagionali e a km 0, provenienti da agricoltura naturale, biologica, biodinamica ed equosolidale.

Oltre alla genuinità dei suoi piatti ciò che Singola vuole proporre ai suoi clienti è uno stile di vita sostenibile, fatto di scelte accurate per ciò che riguarda il cibo e tutto quello che gli ruota attorno: “Chi è Singola? La persona consapevole del proprio potere d’acquisto, che investe in sistemi durevoli e benefici per se stessa, per gli altri e per il pianeta che la circonda.


 

Ti è piaciuto questo post? Clicca su mi piace e diventa fan della pagina Facebook Il blog di Ragusa: riceverai gli aggiornamenti su ciò che c’è da sapere o da fare nella tua città.

 

 

 

 



Tre cappelli per Ciccio Sultano

129.jpgAncora una volta Ragusa conferma i propri primati in ambito gastronomico: la guida “I Ristoranti d’Italia 2012”, curata dall’Espresso, ha premiato anche quest’anno Ciccio Sultano, il noto chef del ristorante Duomo di Ragusa Ibla, con  i tre cappelli (riconoscimento attribuito ad appena una ventina di ristoranti in tutta Italia) e un punteggio di 18.

Vanno due cappelli invece, e un punteggio di 16,5, a Vincenzo Candiano della Locanda Don Serafino, altro ristorante di Ibla. Deve accontentarsi – si fa per dire – di un cappello (e un punteggio di 15) Carlo Ruta, lo chef del ristorante La Fenice.

GAS Colibrì

gas.jpgDa qualche anno è attivo a Ragusa un gruppo di acquisto solidale che conta più di 80 soci e  10 produttori biologici. Per chi non lo sapesse il GAS è un’associazione che mette in contatto i consumatori direttamente con i produttori del biologico in modo da poter acquistare prodotti sicuri e a prezzi inferiori rispetto al biologico dei supermercati.

Fare parte del GAS significa anche abbracciare i valori del gruppo di acquisto: attenzione per l’ambiente, rispetto per i lavoratori e predilizione per i piccoli produttori locali.

Il GAS di Ragusa si chiama Colibrì e ha sede in piazza Umberto Giordano n. 57. Oltre ad essere un posto dove fare la spesa è anche un luogo di incontri e condivisione. Tanti sono gli eventi organizzati dall’associazione: presentazioni di libri, incontri con esperti e semplici momenti conviviali – tutto seguendo lo spirito del GAS fatto di rispetto delle tradizioni, solidarietà e sostenibilità.

Per diventare socio basta pagare la quota associativa di 10 euro l’anno. La distribuzione dei prodotti avviene il giovedì previa prenotazione online. Per saperne di più http://bioiblea.org/

Lassini e matalufi

 

campodigrano02.jpgQuesta domenica si prevede bel tempo, se volete rilassarvi un po’ stando all’aria aperta vi consiglio di dedicarvi alla fitoalimurgia: niente di complicato, si tratta solamente di andare a raccogliere verdure selvatiche in mezzo ai campi.

Se non volete accontentarvi di fare le vostre ricerche fra cantieri di villette e terreni occupati dai carotaggi alla ricerca di petrolio, dovrete fare qualche chilometro in più, magari verso il mare. Consultando la mia fonte primaria di informazione in merito alle erbe selvatiche – mia nonna – posso dirvi che in questo periodo nelle nostre campagne potrete trovare: finocchietto selvatico, matalufi – ottimi con olio e prezzemolo – lassini, asparagi e porri. Mentre la cicoria, l‘agghiti e le urranie sono quasi tutte spicate – fiorite – ma si può ancora trovare qualcosa di commestibile.

Per chi non ha la fortuna di avere tra parenti e conoscenti un saggio conoscitore di verdure selvatiche, consiglio la guida di Fabio Morreale “Piante spontanee e alimentari in Sicilia” per sapere cosa e quando raccogliere e come cucinare.

 

Tornando a casa con un ricco bottino di verdure, avrete la possibilità di cucinarvi un pasto gustoso di cui conoscerete per certo la provenienza, una vera rarità di questi tempi.

Il Ragusano in un francobollo

ragusano-francobollo.jpgVenerdì scorso si è aperto Milanofil, il salone internazionale del francobollo organizzato dalle Poste Italiane alla Fiera di Milano. Per l’occasione sono stati emessi quattro francobolli speciali, dedicati a dei famosi formaggi DOP della penisola.

Tra questi, il caciocavallo ragusano, noto da queste parti col semplice nome di caciocavallo – o meglio cosacavadu – ma riconosciuto a livello nazionale col nome di Ragusano (visto che col nome ‘caciocavallo’ nel resto dell’Italia si è soliti intendere quel formaggio che da queste parti viene chiamato ‘provola’).

Dopo il riconoscimento della Denominazione d’Origine Protetta, avvenuto nel 1996, finalmente un’occasione ghiotta per fare conoscere il Ragusano al di fuori dei confini dell’isola.

Il croissant tradizionale

Bar Armenia.gif

Come è naturale ogni anno il clima natalizio induce alle tentazioni del palato; proseguiamo quindi con i post dedicati alle suggestioni gastronomiche con una notizia che stuzzica curiosità e appetito.

Il bar di Bruno Armenia a Ispica ha iniziato da qualche settimana la produzione di croissant secondo la tradizionale lavorazione a doppia lievitazione e con il solo burro.

Per me e per i tanti estimatori della caffetteria tradizionale, in questi tempi di cornetti surgelati con la margarina che sa di pesce, è una piccola buona notizia! Approfitterò della prossima visita nella bella cittadina di Ispica per assaggiarli…

Il lievito è rigorosamente quello tradizionale, il lievito madre, ottenuto dalla accurata lavorazione del “crescente”; il che significa lievitazione lenta (due giorni), selezione delle farine, controllo di temperatura e umidità delle celle; con un risultato finale di incomparabile fragranza e sofficità e, naturalmente, più digeribile.

Nella foto l’interno dell’American Bar di Bruno Armenia, a Ispica.

Le cose da fare a Ragusa (e dintorni) almeno una volta nella vita

Scaccia.jpg Preparare le Scacce.

Il maiuscolo è d’obbligo perché non si tratta di una comune e banale focaccia: è la perfetta sintesi della sapienza agroalimentare di quest’angolo di Sicilia.

Scambiata da alcuni insipienti visitatori forestieri per una sorta di lasagna portatile, si tratta invece del felice incontro tra la profumata farina di grano duro impastata a mano e tirata sottile, il carnoso pomodoro gonfio del sole di giugno, l’olio denso dell’altipiano Ibleo e poi Lui, il re della masseria: il Caciocavallo ragusano che, anche se per incomprensibili ragioni burocratiche ha dovuto cambiare nome (ora si chiama Ragusano Dop), resta uno dei massimi prodotti caseari della Nazione.

Se non avete una zia esperta che ve le fa (è uno spettacolo vedere l’energia che queste donne dispiegano nella preparazione), potete pur sempre andare al panificio Giummarra, quello vicino al Ponte Vecchio dal lato piazza Cappuccini, e chiedere un trancio di “Campagnola”.

Ma la cosa migliore è coinvolgere l’amico/a col forno in pietra in una sessione di preparazione di focacce che poi vi dureranno giorni: imparerete qualcosa da tramandare ai figli.

Latte a km zero

Latte ibleo.jpg Nasce da un’idea dell’associazione giovani allevatori ragusani che con la consulenza del Corfilac (il consorzio per la filiera lattiero casearia) ha messo a punto un progetto di “business sociale” con due obiettivi: proporre al pubblico un prodotto di alta qualità proveniente nella stessa zona di consumo e dare uno sbocco economicamente vantaggioso ai produttori penalizzati da un sistema  commerciale convenzionale che non premia la qualità.

Ecco quindi che vede la luce il “Latte vero a km zero”, l’unico latte in Italia prodotto interamente da mucche allevate a pascolo.

Arriverà nei punti vendita entro dodici ore dalla mungitura, pronto per essere consumato freschissimo.

Questa la filosofia del “chilometro zero”: consumi sano e sostieni l’economia del tuo territorio. Bello, no?