Cominciamo da un corto

 

Il passaggio di conduzione di questo blog è andato a buon fine, anche se c’è voluto un po’ di tempo; da oggi sarò dunque la vostra nuova blogger. Spero di riuscire a non farvi sentire troppo la mancanza  di Gianni che ringrazio tanto per l’assistenza datami nei primi passi di questa  nuova avventura.

Vorrei cominciare con una notizia un po’ attempata ma che reputo importante. L’ultima edizione di “Fai il tuo film” – un concorso bandito dal FAI, Fondo Ambiente Italiano – è stata vinta da un cortometraggio girato a Chiafura, l’antico quartiere di Scicli scavato nella roccia.

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I giurati hanno scelto,  tra i dieci arrivati in finale, il corto  “Le grotte di Chiafura” «per avere saputo evocare la suggestione di un luogo arcaico, per la perfezione stilistica e l’uso non scontato del dialetto e per la capacità di creare un sapiente contrasto tra l’incanto estetico e la realtà restituita dal racconto».

 

Le registe del film, Micol Cossali e Valentina Morandi, non sono sciclitane, ma sono state catturate dall’incanto di Chiafura con le sue grotte piene di storia «La vita nelle grotte ormai appartiene al passato, ma è viva l’esigenza di valorizzarle e renderle accessibili come patrimonio fruibile dalle nuove generazioni, non solo per il fascino del luogo ma soprattutto per riallacciare i legami con questa parte fondamentale di storia che appartiene non solo a Scicli, ma all’intera Italia e che può ancora essere raccontata in prima persona da chi l’ha vissuta».

Tra le voci fuori campo del film sono riconoscibili quella del medico Gaetano Mormina, cresciuto nelle grotte, e quella di Carmelina Trovato, la “Pasionaria” di Scicli che si impegnò per il trasferimento degli abitanti di Chiafura nel quartiere popolare di Junci.

 

Qui potete vedere il corto.

 

Commiato

logo myblog.png I più assidui tra i frequentatori di questo blog avranno già notato che da qualche giorno mancano gli aggiornamenti con la consueta frequenza.

Infatti, per motivi legati a nuovi impegni lavorativi, non mi è possibile purtroppo mantenere la conduzione di queste pagine con la dovuta puntualità: mi dispiace molto ma lascio a chi mi sostituirà, spero già dai prossimi giorni, la gestione di questo spazio.

Sono stati venti mesi che mi hanno fatto scoprire aspetti di Ragusa che prima ignoravo: una città vivace e ricca di iniziative e tradizioni spesso sottotraccia, tutte da scoprire e stimolanti.

Una di queste, l’ultima che Vi segnalo, è la presentazione Sabato 19 alle 16:00 presso la Libreria Saltatempo in via Gian Battista Odierna, della nuova associazione culturale Itinerari che nasce con l’intento di affrontare e approfondire alcuni temi cruciali della nostra attualità, dall’Islam alla giustizia, la politica, la cultura, il territorio.

E con questo passo quindi al saluto ai lettori con l’invito a proseguire e incrementare la frequentazione di queste stanze.

A Simona l’augurio di far crescere attraverso queste pagine l’interesse e l’amore per questa straordinaria città.

Gianni Bitetti

Consiglio letterario

libro.jpg Si svolge tra Catania e Ragusa il romanzo A.M.E. di Grazia Musumeci, scrittrice catanese innamorata della nostra città. Ne avevamo parlato ai tempi della edizione online ma ora il testo è stato finalmente pubblicato dall’Aracne Editrice e quindi sarà presto possibile trovarlo in libreria.AME.jpg

Qui di seguito le note di presentazione:

“Un incidente stradale in piena notte dopo una festa. Chi è alla guida muore, il passeggero si salva ma resta irrimediabilmente segnato nel corpo e nell’anima. Un romanzo che affronta il disagio dell’handicap fisico senza però mai scadere nel pietismo, perché la diversità è solo negli occhi di chi guarda. Ambientato nell’arco di un anno in Sicilia tra città e province ben descritte, ogni personaggio è ben caratterizzato, soprattutto i due principali che danno voce, ciascuno dal proprio punto di vista, agli eventi e alle situazioni descritte.”

 

Fenomeno Italo

Italo.jpg Una intera città che si stringe intorno al suo beniamino, ne segue le vicende, la sua malattia; articoli sulla stampa online, troupe televisive estere che si interessano al fenomeno,  infine lo sgomento della morte, sopraggiunta dopo breve malattia e che ha commosso tutti a Scicli.

Niente di strano, se non per il fatto che Italo, il protagonista della storia, è un cane, un randagio che aveva stabilito il proprio domicilio nella strada centrale della città, via Mormino Penna.

L’anno scorso a Maggio Italo fu investito da un’automobile poi fuggita e la cosa aveva indignato molti. Italo è stata la mascotte della città; anche il maestro Guccione lo ha ritratto in una sua opera. Addirittura nel presepe di Palazzo Penna quest’anno era stata sistemata una statuetta che lo ritraeva, fatta fare appositamente per lui. Accompagnava i turisti in visita in città e gli sposi all’altare, portava fortuna e soprattutto per i bambini di Scicli era una presenza amica, protettiva.

Mancherà agli Sciclitani, Italo.