Letteratura & co.

cartabianca.jpg Tre giorni dedicati alla letteratura. Il festival Cartabianca, organizzato dall’assessorato alla cultura del comune di Chiaramonte Gulfi, si preannuncia come uno spazio di riflessione sulla lettura e la letteratura, in tempi di spettacolarità chiassosa, di “eventi mediatici”, di clamore e di gossip.

“La ragione per cui leggiamo è scoprire com’è andata a finire agli altri”.

Per tre giorni a partire da oggi Venerdi 29 si incontreranno scrittori, intellettuali e pubblico in dibattiti e workshop sulla scrittura e la lettura, che non sono attività che allontanano dalla realtà ma che ne sono invece pregne e se anche visitano il passato (o il futuro, nella fantascienza) o la fantasia, servono a scandagliare e a meglio comprendere il presente, a dare spunti per la risoluzione dei problemi dell’oggi.

Una band in carriera

Baciamolemani.jpg Dopo numerosi riconoscimenti, tra i quali la vittoria come migliore band al Lennon Festival, i Baciamolemani parteciperanno alla 14esima edizione del Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza con la clip del loro successo I ruffiani, girata con la regia di Danilo Schininà del Teatroamargine.

La band ragusana, attiva dal 2006, dimostra con questo lavoro una raggiunta maturità artistica, ben evidenziata da uno stile originale perfettamente colto dal regista che ha scelto il bianco e nero per una precisa scelta espressiva. Il risultato è molto divertente e fa ben sperare per un riconoscimento prestigioso al meeting che si svolgerà nella città romagnola a fine Novembre.

Il brano che ispira la clip, I ruffiani, è il brano di apertura del nuovo cd del gruppo. Qui potete vedere il loro spazio su Myspace e qui la clip ufficiale su Youtube.

In bocca al lupo..!

Ecosistema urbano 2010

ecosistema-urbano.jpg Il rapporto annuale Ecosistema urbano 2010 di Legambiente e Ilsole24ore sulla vivibilità delle città capoluogo italiane fotografa la consueta divisione netta di qualità della vita tra il nord e il sud del paese.

Le città siciliane sono tutte al di sotto della 72sima posizione, con Catania e Palermo che occupano rispettivamente la terzultima e l’ultima posizione.

L’unica nota meno tragica riguarda proprio la nostra Ragusa che risulta essere la prima (o la meno peggio) tra i capoluoghi siciliani, risalendo di ben dodici posizioni rispetto all’anno scorso.

Che dire? L’immagine che ne risulta è desolante: se invece di operazioni di pura facciata tipo feste e sagre, opere pubbliche di cui non si sente il bisogno (nuovo lungomare, parcheggi sotterranei, cavalcavia, palazzo Ina, ecc.) si mettesse mano ai problemi della qualità dell’acqua, dell’aria, al trasporto pubblico, alla messa in sicurezza degli edifici pubblici (primi fra tutti le scuole) a tutto ciò che incide realmente sulla vita quotidiana dei cittadini, forse potremmo finalmente in tempi brevi vedere la nostra città risalire sensibilmente in queste classifiche.

Il consumo del territorio

Italia Nostra.jpg Un grido di allarme, un monito a tutti coloro cui sta a cuore questo angolo di Sicilia, ai cittadini e agli amministratori, agli operatori economici locali ed esterni.

Italia Nostra lancia un accorato appello a difesa di un territorio per certi versi unico ma che difficilmente potrà conservare le sue specificità se non si attueranno presto strumenti di salvaguardia e sviluppo opportuni ed efficaci; e condivisi.

Con una accelerazione inaspettata in questi giorni vengono al pettine tutti i temi cruciali che ci pongono l’interrogativo sul futuro possibile di questa provincia: trivellazioni a mare e nell’entroterra, campi fotovoltaici, piano paesaggistico e parco degli Iblei, inquinamento delle falde, urbanizzazione del territorio. Il dibattito rischia di impantanarsi in prese di posizione aprioristiche quando sarebbe invece opportuna una fase di riflessione e dibattito allargato a tutti gli attori sociali. Sarebbe necessaria la consapevolezza che il territorio non è una risorsa infinita e che certi modelli di sviluppo incontrollato portano alla perdita definitiva e irrimediabile di quelle risorse collettive che sono la vera ricchezza di questa terra: il paesaggio, la storia, l’ambiente, l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo.

Il fungo del Carrubo

Fungo di Carrubo.jpg Tra le prelibatezze che ci riserva l’Autunno ce n’è una legata al Carrubo, perciò rintracciabile oramai solo nel ragusano e in quelle sparute zone d’Italia dove resiste ancora quest’albero magnifico e primordiale.

E’ il fungo del Carrubo (laetiporus sulphureus), escrescenza del tronco rara, dalla forma compatta, che arriva a pesare anche alcuni chili. E’ talmente raro che non ha una quotazione e il cercatore che lo trova o lo consuma per sè o ne fa oggetto di regalo, per disobbligarsi verso qualcuno o conquistarsene la riconoscenza. Un tempo, il fortunato scopritore arrivava a presidiare l’albero fornito fino al momento giusto per la raccolta.

In questi giorni di piogge autunnali è più facile trovarlo e qualche ristoratore accorto ne riserva un po’ per i clienti più affezionati: ma non pensate di trovarlo nel menù, piuttosto chiedete discretamente se “per caso” se ne possa assaggiare un poco con i vostri amici.

Una dritta? Provate dalle parti di Ibla, in un ristorante diventato famoso per una certa fiction televisiva…

Arturo e il Toro

chargingbull.jpg Questa è una storia che sembra una favola… La storia di uno scultore e della sua opera, a cui si lega indissolubilmente.

Arturo Di Modica è uno scultore originario di Vittoria che vive a New York e che un giorno decide di piazzare una sua opera, un toro sbuffante in bronzo, proprio nel cuore finanziario di Manhattan all’entrata del NYSE di Wall Street.


Ben inteso l’iniziativa è tutta sua: nessuno gli ha commissionato l’opera; anzi le operazioni di posizionamento avvengono clandestinamente, di notte, coinvolgendo amici e parenti. La statua pesa alcune tonnellate e per realizzarla Antonio ha dovuto impegnare tutti i suoi averi, più di 300.000 dollari!arturo di modica.jpg

Le autorità non apprezzano l’iniziativa e individuato l’autore gli ingiungono di rimuovere la statua ma, nel frattempo, avviene il miracolo: l’opera viene invece apprezzata e gradita dai newyorkesi che praticamente la adottano come uno dei simboli della città, emblema dell’ottimismo della borsa in rialzo.

Oggi “Charging Bull” è, insieme alla statua della Libertà, il monumento più fotografato della città e ha trovato, grazie a un accordo con la municipalità, la sua collocazione definitiva non lontano da dove l’aveva immaginata il suo creatore, all’inizio di Broadway la strada dei famosi teatri di New York.

Arturo Di Modica si è praticamente rovinato ma ha legato il suo nome a uno dei simboli della Grande Mela: e scusate se è poco…

Un musical tutto ragusano

Nicastro.jpg Grande curiosità e attesa per l’appuntamento di domani sera, Sabato 16 alle 20:30, al Teatro Tenda di Ragusa.

Di scena un musical tutto ragusano dal titolo “e’ solo una fiaba?” scritto dalla giovane autrice Donatella Carbonaro e messo in scena da Maurizio Nicastro, prolifico regista e autore di numerose commedie brillanti, nonché animatore culturale molto attivo in città.

Prenotazioni e biglietti presso il botteghino del teatro.

(

Nella foto un doppio ritratto di Maurizio Nicastro)

Il referendum per palazzo Ina

trame d'ombra.jpg E’ stato annunciato qualche giorno fa il risultato del referendum sui due progetti vincitori del concorso per il Palazzo Ina, nel cuore di Ragusa superiore.

Ne abbiamo già parlato in occasione dei risultati della gara e le perplessità già espresse permangono tutte, anche in considerazione dello scarso coinvolgimento dei cittadini sull’argomento: poco più di novecento cittadini si sono voluti esprimere sull’argomento.

Io stesso, pur andando a visionare gli elaborati in mostra presso l’ufficio appositamente allestito in piazza San Giovanni, non mi sono sentito in grado di esprimere un giudizio e reputo questo sul referendum una forzatura. La cittadinanza, a mio avviso, andava coinvolta sin dall’inizio, in un processo di democrazia partecipativa effettivo, sugli obiettivi generali dell’intervento. Invece la procedura adottata è stata la seguente: si è deciso di realizzare un albergo a cinque stelle (da chi? perché?); su questa base è stato indetto un concorso architettonico di idee, del quale sono risultati vincitori exaequo due progetti; visto che la commissione del concorso non riesce, o non vuole, assumere una decisione, viene chiamata la cittadinanza a esprimere una preferenza su questi due progetti.

E questa la chiamate democrazia partecipata? Ma fatemi il favore…!

(Nell’immagine il progetto vincitore del referendum, “Trame d’ombra” dell’arch. Gian Luigi Sylos Labini)

Ragusa sul web

Axelfilm.jpg Il genere parodistico sta trovando un certo successo in internet. Non so se vi siete mai imbattuti nelle clip del quartetto Cetra su Youtube, vere chicche di humour che prendevano in giro con garbo e intelligenza i capolavori della letteratura, in un esercizio di stile e buon gusto raramente uguagliato. Più recentemente si è cimentato su questo genere il trio Lopez-Marchesini-Solenghi con il famoso rifacimento de I promessi sposi.

In tempi di web  il genere  ha trovato una nuova vitalità con l’ormai famosissimo “Svarione degli anelli” opera cult dei navigatori internettiani che rifà il verso alla saga fantasy con un assurdo ed esilarante ridoppiaggio in vernacolo livornese.

In questo filone segnalo la divertente attività della Axelfilm che sbertuccia spot pubblicitari e trailer di film di successo con “inserimenti” in stretto dialetto ragusano. L’artefice, Alessio Micieli, con un indubbio senso dell’inquadratura effettua delle vere e proprie incursioni all’interno di clip pubblicitarie di grandi case o di film di successo. Il risultato è molto divertente; provate per credere…

(Nella immagine un fotogramma della pubblicità Ferrero Rocher “rielaborata” da Alessio Micieli)

Cinema, mon amour

cineLumiere.jpg Uno dei luoghi da tutelare e senz’altro da sostenere a Ragusa è il cinemateatro Lumiere di Via Archimede, vero e proprio baluardo di spettacolo di qualità e cultura che ogni anno propone una selezione di appuntamenti cinematografici mai banali e di rappresentazioni teatrali al meglio dell’offerta cittadina.

E’ l’ultima sala rimasta in città: l’ultima sala di tipo tradizionale, voglio dire. Perchè poi ci sarebbe il multisala, quella specie di bigliettificio a ciclo continuo dove entri da un lato e vieni espulso dal retro a fine proiezione.

Il Lumiere conserva invece l’atmosfera da cine d’essai e inoltre propone ogni stagione anche una interessante rassegna di teatro professionale.

In effetti la struttura nasce proprio come teatro, la gloriosa Mongolfiera, progetto del compianto Nino Criscione, eclettico e prolifico animatore culturale di questa città, scomparso anzitempo e forse non abbastanza ricordato.

Quest’anno lo spazio teatrale sarà gestito dalla compagnia GoDoT con la sesta edizione della rassegna Palchi Diversi.