Omaggio a Gesualdo Bufalino

Dopo alcuni mesi di lavorazione è stato presentato prima a Palermo, poi a Comiso il film documentario che Franco Battiato ha realizzato in ricordo di Gesualdo Bufalino, lo scrittore comisano scomparso tragicamente nel 1996.

Intellettuale di vastissima cultura e dai molteplici interessi, Bufalino conduce gran parte della vita nella sua Comiso, docente del locale liceo. Si rivela al grande pubblico e alla comunità letteraria a 61 anni, quando incoraggiato da Leonardo Sciascia pubblica per Sellerio “Diceria dell’untore“, nel 1981, vincendo il Premio Campiello e raccogliendo subito un grande successo di critica e di vendite.

Qui potete ascoltarne la lettura integrale trasmessa l’anno scorso da radiotre (voce di Roberto Herlitzka).

Cinema, letteratura, la musica jazz e l’opera lirica, la pittura, gli scacchi: queste le sue grandi passioni. Al momento della scomparsa, dovuta a un banale incidente automobilistico, stava lavorando a un nuovo romanzo sulla vita di Josè Raul Capablanca, geniale scacchista cubano, di cui ci restano i due primi capitoli.

Franco Battiato, non nuovo nella veste di cineasta che alterna a quella più nota di musicista, ha voluto rendere omaggio al grande scrittore attraverso materiale e interviste in gran parte inediti: “Vorrei riuscire a far vedere la sua grazia. Riuscire a raccontare l’uomo più che lo scrittore, grandissimo, che tutti già conoscono. Ho realizzato questo docufilm con affetto”.

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Nella foto da sx Vincenzo Consolo, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino nel 1982

La Settimana Santa nel Ragusano

Inizia la Settimana Santa, vera apertura della stagione turistica in Sicilia.

Qui da noi la ricorrenza è davvero particolare per il fervore popolare che l’evento suscita: un mix di ritualità mesta, triste, a volte anche cruenta legata alle rappresentazioni della passione di Cristo che sfocia poi nella gioia per la Resurrezione, con un tripudio di vitalità che vede nella gastronomia tutta particolare del periodo pasquale la migliore celebrazione.

E’ chiaro (perdonatemi l’antropologia d’accatto…) che siamo dinanzi a riti arcaici legati alla rinascita, alla luce che di nuovo prevale sulle tenebre, alla vita che sconfigge la morte, all’abbondanza dopo la penuria invernale, che qui in Sicilia (terra di forti contrasti e culla dell’esagerazione) trova la massima espressione.

Ma d’altronde sappiamo che per capire l’Italia bisogna conoscere la Sicilia: e allora quale periodo migliore per una piccola vacanza primaverile?

Un volo lastminute, un bed&breakfast, e via! Qui di seguito alcuni link per organizzare il Vostro tour negli Iblei e buon divertimento.

Pasqua in Sicilia

Settimana Santa a Ragusa

Dormire a Ragusa

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Venerdì Santo a Vittoria (foto tratta da Flickr.com, autore Valentina)

 

Grande Jazz a Scicli

Appuntamento da non perdere questo week end a Scicli.

Per gli appassionati di Jazz e della buona musica si esibirà al teatro Italia di Scicli, Domenica 28 alle 20:30, il trombettista e flicornista Fabrizio Bosso con l’Orchestra Jazz del Mediterraneo diretta da Nello Toscano.

Fabrizio Bosso è uno dei musicisti di jazz italiani meglio affermati sulla scena internazionale: grande tecnica, sensibilità, linguaggio originalissimo e personale frutto di una ricerca intelligente e feconda fanno di lui uno dei più freschi rappresentanti del “behardbop”. Il fraseggio trascinante e inconfondibile gli ha fatto ottenere nel 1999 la segnalazione di “miglior nuovo talento” dalla rivista Musica Jazz. Da allora è tutto un susseguirsi di premi e successi internazionali.

Il concerto si svolge nell’ambito della rassegna Note di Notte Winter 2010. Qui il programma della stagione e questo il link al sito di Fabrizio Bosso.

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A che serve un blog?

Forse anche a questo!

Data la numerosa comunità Maghrebina che vive e lavora nel ragusano, una assidua lettrice di questo blog ci manda, e volentieri pubblichiamo, il seguente appello:

Mohamed e il midollo della vita

Se fosse una fiaba comincerebbe con le parole di Henry David Thoreau: “Andai nei boschi perché volevo vivere in profondità e succhiare tutto il midollo della vita …”. Ma purtroppo è la realtà, e di quel “midollo della vita” Mohamed, bimbo tunisino di appena 5 anni, ha davvero un bisogno disperato. Perché il suo corpo ha improvvisamente smesso di funzionare e non produce più anticorpi per nulla, con il risultato che basta anche un lieve raffreddore per portarlo alla morte. Per sopravvivere deve affrontare pesanti cicli di chemioterapia all’ospedale San Matteo di Pavia e l’unica soluzione per poter guarire del tutto sarebbe un trapianto di midollo osseo.
Se questa operazione è già difficile di suo per noi europei, sia per la complessità pratica dell’intervento (che comporta un ricovero di qualche giorno), sia per la difficoltà di compatibilità tra donatori e pazienti, sia per la scarsità di donatori di midollo, diventa quasi impossibile per un bambino tunisino. Infatti, a causa dei numerosi fallimenti delle prove finora eseguite, i medici consigliano che Mohamed riceva il midollo da un donatore maghrebino … sperando che la stessa etnia favorisca meglio la possibilità di trovare cellule compatibili. Ed è certamente più difficile trovare un immigrato del Maghreb in situazioni lavorative ed economiche tali da potersi permettere uno stop di tre giorni per andare a donare il proprio midollo.
Per questo, per aiutare Mohamed, bisogna far baccano! Spargere la voce il più possibile, quanto più lontano è possibile, per riuscire a raggiungere tantissime persone … e magari trovare quel donatore che abbia tempo, possibilità e compatibilità tali da permettere questo gesto di incredibile generosità.
Bisogna diffondere il messaggio tra tutte le comunità tunisine e marocchine d’Italia e anche al di là del Canale di Sicilia, perché la favola di questo piccolo principe guerriero si trasformi in realtà ed abbia un lieto fine.
Per ulteriori informazioni, contattare l’ospedale San Matteo di Pavia o i responsabili del gruppo di face book dedicato al piccolo Mohamed:
http://www.facebook.com/group.php?gid=106090102751996&ref=mf

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Mohamed

Cronaca nera

Due recenti fatti di cronaca, brutali e inusuali per questo territorio, ambedue maturati in ambito familiare, ci inducono a considerare ormai un vecchio e logoro luogo comune quello della provincia felice, isola nell’isola, magicamente immune dalle dinamiche più negative che segnano l’Italia in questo difficile periodo.

Una figlia che uccide a coltellate nel sonno la madre; un marito che massacra la moglie a colpi di pietra.

La cronaca nazionale è piena di drammi familiari, tensioni nascoste che emergono improvvisamente in forma di raptus e fanno strage, suicidio, omicidio: spesso è una donna a soccombere al furore, quasi sempre un soggetto debole, un bambino, un anziano.

Lo scenario è quello di una crisi economica profonda che mette in crisi ruoli, equilibri, relazioni.

Ora scopriamo con stupore che queste dinamiche colpiscono anche qui e ci sentiamo esposti, spiazzati e impotenti. Forse sarebbe utile una riflessione pubblica su questi fatti, per poterci ancora definire comunità.

Weekend a Scicli

Forse la Primavera si è decisa ad arrivare ed ecco che si pone il problema di dove passare una bella giornata in maniera un po’ diversa.

Questa settimana ho già parlato della festa di San Giuseppe a Santa Croce Camerina.

Un’altra possibilità è una visita a Scicli, gioiello del Barocco sudorientale della Sicilia, e partecipare a qualcuna delle iniziative promosse dalla città per la rassegna “Marzo mese della Cultura“.

Tra le molte cose che accendono la curiosità è da visitare il Museo della Cucina, ospitato all’interno dello storico Palazzo Mormino-Penna.

Molte le iniziative in vista della Pasqua. Il giorno 25 Marzo è prevista una conferenza/preparazione (con degustazione finale!) del piatto tipico della Domenica delle Palme, il “Tianu“.

Domani, Sabato 20, si svolgerà la tradizionale Cavalcata di San Giuseppe per le strade del centro. La partenza è prevista alle 17:00 dalla Piazza Italia.

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Un suggestivo angolo di Scicli (foto da Flickr di Abschied)

Le Cene di San Giuseppe

Siamo in vista della Pasqua, periodo denso di feste e tradizioni popolari qui in Sicilia, e iniziano i riti legati alla primavera, alla rinascita, al risveglio dalla notte invernale.

C’è molto di più antico del cristianesimo in questa ritualità: qualcosa di arcaico e primordiale che affonda le sue radici nella notte dei tempi dell’umanità.

Qui nel ragusano la prima delle festività legate alla primavera si celebra a Santa Croce Camerina, la graziosa cittadina nel cui comprensorio ricade una parte dell’antica città greca di Kamarina, sulla costa.

San Giuseppe è il patrono di questa città e nel giorno della sua ricorrenza, appena due giorni prima dell’equinozio, è tradizione delle famiglie devote allestire nelle proprie case sontuose tavolate con ogni tipo di leccornia, dolce e salata, pane preziosamente istoriato, pietanze coloratissime e complicate, sistemate con cura scenografica. E’ il rito delle Cene di San Giuseppe che vengono offerte a persone meritevoli che nell’occasione impersonano il Santo, girando di casa in casa.

Quest’anno in occasione di questa festa tradizionale si svolgerà nei giorni 19, 20 e 21 la “Rassegna del Gusto: pane, colture e culture” occasione per approfondire significato e radici di un’antica tradizione.

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La piazza di Santa Croce e la Chiesa Madre

Ragusa sul web

Con un sito tutto nuovo, lineare, navigabile, intuitivo e ricco di documentazione e notizie, l’AVIS ragusana si presenta al pubblico dei navigatori internauti.

L’Associazione ragusana è un fiore all’occhiello nel panorama solidaristico della città: unica provincia meridionale ad aver raggiunto la piena autosufficienza in materia di donazione, tra le prime nel Paese sia come volume che come percentuale di donatori abituali.

Il centro provinciale è all’avanguardia in Italia per le infrastrutture di raccolta e analisi di sangue ed emoderivati.

Se ancora non lo siete, se ci avete sempre pensato ma non vi siete ancora decisi, se avete donato occasionalmente, diventate donatori stabili: oltre che un segno tangibile di solidarietà contribuirete anche a sostenere un primato di cui la città va giustamente orgogliosa.

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The Hurt Locker

Rimaniamo in tema cinematografico, visto il perdurare dell’inverno che non invoglia certo alle scampagnate, per segnalare il notevole tempismo con cui gli eroici organizzatori del cinema Lumiére propongono al pubblico ragusano il film trionfatore alla recente edizione dell’Academy Award, più noto come premio Oscar, The Hurt Locker.

Il CineLumiére è l’unico vero cinema rimasto in città.

Certo, c’è il Cineplex con ben nove sale: ma a me tutta quella calca, l’essere fuori città, quella sensazione da catena di montaggio (si entra da una parte, si esce dal retro), il dover liberare la sala a fine proiezione (e se mi son perso l’inizio?) e quelle mostruose porzioni di snack e popcorn, mi provocano un senso di scoramento che mi fa rimpiangere le vecchie sale fumose dove passavo le domeniche da ragazzino…

Dicevo del vincitore dell’Oscar di quest’anno, anzi di ben sei statuette. Era già uscito in Italia a Ottobre scorso ma, dato lo scarso successo di botteghino, praticamente subito ritirato. A Ragusa non credo sia passato.

A questi link potete trovare notizie sul film e sulla regista, la bravissima Kathryn Bigelow.

Il film sarà in programmazione da oggi, venerdì 12, con due spettacoli: alle 18:30 e alle 21:30.

Buona visione!

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Nella foto: la consegna dell’Oscar 2010 alla regista Kathryn Bigelow

Invictus

In queste giornate di pioggia cosa è meglio di un bel film?

A Ragusa è in programmazione in questi giorni l’ultima fatica del grande Clint Eastwood, un autore che alla bella età di ottanta anni si sta dimostrando nel pieno della sua maturità artistica, più fresco e fecondo di tanti cineasti cosiddetti giovani…

Invictus è la storia dell’epica vittoria del Sudafrica ai campionati del mondo di Rugby del 1995. Un paese appena uscito dall’apartheid, lacerato da conflitti e pregiudizi trova nello sport la sua identità comune di nazione unita.

Morgan Freeman è uno strepitoso Nelson Mandela; il capitano della squadra degli Springboks Francois Pienaar è invece interpretato da Matt Damon, in una delle sue migliori interpretazioni.

Un film per tutti, sportivi e no, che ti riconcilia con il cinema e con i valori universali dello sport.

Da non perdere.

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Nella foto Mandela e Pienaar (quelli veri) ai mondiali di Rugby del 1995