Una nuova nata nello sport ragusano

Anche se non l’ho mai giocato sono un ammiratore del Rugby, quello “sport da farabutti giocato da gentiluomini” e non amo il calcio “sport da gentiluomini giocato da farabutti” per parafrasare un’ efficace sintesi della differenza tra le due discipline.

Trovo che l’istituto del “terzo tempo”, la consuetudine di festeggiare con un convivio ogni dopo partita, di qualsiasi divisione e paese del mondo, dall’amichevole di quartiere al 6 Nazioni, rappresenti l’essenza stessa dello spirito sportivo, quello di De Coubertin per intenderci.

Sono perciò contentissimo di segnalare la nascita di una nuova società sportiva, a Ragusa, dedita a questo Sport.

Si chiama Audax Rugby Ragusa e si dedicherà specialmente all’attività giovanile under 14.

Che dire, se non augurare alla neonata società un “in bocca al lupo” grande così?Audax.JPG

 

 

Nella foto i Soci fondatori della Audax

Chiude l’Università?

L’allarme nella comunità locale è fortissimo.

Stiamo forse assistendo alla fine dell’illusione dell’Università Iblea?

Tra ricorsi al Tar, polemiche politiche e proteste degli studenti defraudati sta naufragando, forse, un progetto ambizioso che avrebbe potuto significare un importante elemento di sviluppo e che si sta dissolvendo nel nulla. Prima Comiso, poi Modica, ora anche Ragusa sta per chiudere i battenti.

E’ il drammatico risultato di un mix di incapacità, approssimazione e improvvisazione di una intera classe dirigente, non solo politica.
Certi progetti devono avere il respiro ampio e risorse sicure su cui contare e non cercare di raccattare consensi aleatori.

Quello che avrebbe dovuto ispirare il progetto di Università degli Iblei,  il rapporto col territorio e la qualità dell’offerta formativa, aspetti a mio avviso ambedue trascurati nel corso delle cose.universitari ragusa.jpg

Energia e dintorni

Negli ultimi mesi se ne sono sentite di tutti i colori: anche della possibilità di una centrale nucleare in provincia di Ragusa!

Ora invece una buona notizia: un impianto fotovoltaico sul palazzo dell’Amministrazione provinciale in viale del Fante.

Alcune considerazioni: mentre il Governo nazionale si dimostra scarsamente sensibile ai temi delle energie rinnovabili e ci propone un modello piuttosto obsoleto di produzione concentrata di energia mediante centrali nucleari, glissando sui problemi di costi, pericolosità, inquinamento e scarsezza della materia prima (l’uranio finirà anche prima del petrolio!), gli Enti locali di Ragusa, comune e provincia, sembrano indicare con le loro iniziative un approccio più moderno realizzando  impianti fotovoltaici nei propri edifici.

Un segno di cambiamento di rotta? Una raggiunta consapevolezza ambientale?
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(nella foto l’inaugurazione dell’impianto da 20 kwp nel Palazzo di viale del Fante)

Antiche botteghe

Entrando nel laboratorio di via S.Anna 97, nel cuore del centro di Ragusa superiore si assapora subito un’atmosfera di altri tempi…

Siamo nel piccolo regno di Giuseppe Schembari, maestro sartore che da cinquant’anni e più realizza  raffinate giacche e vestiti per coloro che lo apprezzano e mai rinuncerebbero ad un capo confezionato su misura a mano.

Stiamo purtroppo perdendo questo gusto, senza capire che il “made in Italy” era proprio la grande capacità artigianale italiana diffusa, fatta di sapienti tessitori, sarti, camiciai, calzolai in grado di trasformare materie prime grezze in autentiche opere d’arte e che per secoli hanno costituito la nostra identità nel mondo.

Questo patrimonio di conoscenza è ormai seppellito da vagoni di merci industriali ma griffate, artificiosamente pompate dalla pubblicità, dalle riviste, dalle vetrine scintillanti, e non ci rendiamo Schembari.jpg conto che proprio questa mancanza di qualità ci espone alle contraffazioni e ai raggiri.

Non vorrei essere frainteso o scambiato per un dandy: io sono per i jeans nella maggior parte del mio tempo, ma quando è necessario (una cerimonia, all’Opera, in una occasione formale) è bello tirar fuori dall’armadio il capo adatto, con una storia, un’anima dentro.

(Nella foto il Maestro Schembari (al centro) mentre viene premiato a Roma dall’Accademia Nazionale dei Sartori)

Grande Jazz a Vittoria

Si avvia al termine la seconda edizione del Vittoria Jazz Festival che, sotto la sapiente direzione di Francesco Cafiso, ha animato per diversi giorni le strade e le piazze della città.

Francesco Cafiso ormai è un’autentica gloria, una promessa mantenuta della musica jazz italiana.

La manifestazione da lui diretta ha portato nella ridente città iblea molti nomi di punta del panorama musicale nazionale, da Paolo Fresu a Jerry Bergonzi, Seby Burgio e tanti altri, ma, soprattutto, ha avvicinato tanti ragazzi di Vittoria e di tutta la provincia alle magiche atmosfere del Jazz…

I prossimi appuntamenti sono per stasera, con la finale del Vittoria Jazz Award, sabato 20 con il concerto di Flora Faja Italian Songs (ospite d’onore Fabrizio Bosso, trombettista/flicornistalogojazz-1.jpg) e infine domenica 21 con i Size 46 Street Band e il Tom Harrell quintet: da non perdere!

Grazie Francesco!

La scomparsa di Cesare Zipelli

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Vorrei ricordare la figura di Cesare Zipelli, un ragusano di adozione che ha molto amato la ns citta’.

Sulla sua figura di dirigente, docente e studioso c’e’ molto sul web, nel marzo scorso sono stati festeggiati i suoi novant’anni, di cui quasi sessanta trascorsi a Ragusa.

Io vorrei solo ricordarne qui le qualita’ umane, il suo impegno politico e civile, la sua sensibilita’ per il territorio e per l’ambiente. Spero che questa citta’ sappia ricordarlo con lo stesso amore che Egli ha avuto per lei.

Marina di Ragusa

porto-marina-ragusa_ok.jpgCi siamo: con la offerta in vendita dei posti barca e l’imminente inaugurazione del nuovo porto di Marina di Ragusa prende finalmente il via l’auspicato rilancio turistico della piu’ nota localita’ balneare del litorale ibleo. Si e’ gia’ aperto il toto scommesse sul futuro di questa importante infrastruttura (a quando l’apertura dell’aeroporto di Comiso?). I promotori non hanno dubbi sul ritorno economico che una struttura di questo tipo avra’ per tutto il comparto turistico della provincia, ma c’e’ chi nutre dei dubbi: prezzi alti, progetto sovradimensionato, rischi di frequente insabbiamento della bocca di porto, mancanza di infrastrutture di accoglienza per le moltitudini di turisti da yacht che gli ottimisti gia’ prefigurano. E voi? Siete tra gli entusiasti o tra gli scettici?

Presentazione

simona-ragusa1.jpgMi chiamo Simona, ho 28 anni e una laurea in Filosofia che tengo ben riposta dentro un cassetto.
Sono nata e cresciuta a Ragusa ma ho cominciato a conoscere la mia città solo dal momento in cui l’ho potuta mettere in discussione, confrontandola con altre realtà urbane.
Ho capito allora che Ragusa è una città sicura, dove si può “dormire con le porte aperte” e andare in giro senza paura; peccato che non ci siano molti posti dove passeggiare o svagarsi un po’, data la carenza di spazi verdi pubblici.
Ho capito che Ragusa è una città agiata – magari un po’ meno dopo la crisi – che produce ricchezza, ma che viene perlopiù spesa in grandi auto, o in strade e parcheggi che possano contenere grandi auto.
Qualcuno di voi mi dirà: «parli per luoghi comuni, la realtà come al solito è più complessa di come appare». Ne sono convinta anch’io; è per questo che ho accettato di scrivere qui: segnalando eventi e aspetti interessanti di Ragusa, cercheremo assieme di sfatare quei tristi stereotipi.

Non dico altro su di me, se volete conoscermi meglio venite a trovarmi qui: www.ossidia.it