20/11/2009

Terra matta

E alla fine è arrivato anche il riconoscimento istituzionale con la regione Sicilia che nella sua pubblicazione "Paesaggi letterari siciliani" inserisce il chiaramontano Vincenzo Rabito tra i grandi della letteratura isolana: Pirandello, Quasimodo, Brancati, Sciascia.

Quella di Vincenzo Rabito è una storia straordinaria, vissuta passando attraverso le grandi tragedie del secolo scorso, due guerre mondiali, la guerra d'Africa, l'emigrazione e il ritorno, la miseria e il benessere. Cinquant'anni di vita nazionale raccontate dall'angolazione di un bracciante analfabeta che all'improvviso, divorato dalla necessità di raccontare, si chiude per sette anni nella sua stanza e scrive su una vecchia macchina da scrivere la sua vita, superando la stessa difficoltà linguistica e i canoni dello scrivere, producendo un incredibile testo, fitto fitto, senza punteggiatura se non i punti e virgola che separano ogni parola.

Grazie al figlio Giovanni che, alla morte dell'Autore, trova i sette quaderni autografi e ne fa una prima revisione, il testo viene presentato al Premio Pieve Santo Stefano dove Saverio Tutino, creatore del concorso diaristico nazionale, rimane folgorato con tutta la giuria e gli assegna il massimo riconoscimento.

L'editore Einaudi revisiona e riduce lo sterminato scritto (più di mille pagine scritte fittissime, senza margini e spaziature) e ne fa un best-seller.

Poi la riduzione teatrale di Vincenzo Pirrotta con rappresentazioni nei grandi teatri di prosa del circuito nazionale.

Ecco come Tutino descrive l'incontro con questo testo:

"È successo sedici anni dopo che l’idea di leggere le pagine intime della scrittura popolare era diventata realtà. Partendo da una curiosità naturale avevamo fatto il miracolo. Con la promessa di un premio possibile avevamo convinto migliaia di persone a consegnare ad un archivio dell’autobiografia i loro diari e qualsiasi altro scritto che contenesse i loro ricordi personali di una vita vissuta. Ogni anno un premio e più di mille letture. Decine di persone si passavano di mano in mano scritture che contenevano di tutto sul mestiere di vivere. Lunghe o brevi, semplici o complesse, queste letture suscitavano emozioni. Leggere questo genere di libri inediti è come conoscere altrettante anime di una cittadinanza. Conoscere una popolazione di diverse epoche. Anche chi legge cresce e forma in sé una persona diversa. Credevamo di aver visto tutto di questa originale esperienza. Finché davanti alla commissione di lettura è arrivato lo scritto monumentale di un siciliano che si chiamava Rabito di cognome e Vincenzo di nome."

Qui, invece, il link ad alcuni brani scelti di Terra matta (così vi viene voglia di leggerlo...).

rabito.jpgNella foto Vincenzo Rabito

 

 

 

 

18/11/2009

San Martino

San Martino, si aprono le botti e il mosto diventa vino. Giorni di novelli e gran fervore nelle cantine di tutta Italia.

L'enologia ragusana e siciliana in generale vive la stagione d'oro. Lontani i tempi del vino siciliano scambiato ad autobotti o a container per andare a rinforzare i deboli vini del nord, oggi le vigne nostrane godono del favore internazionale.

Una tra le più rappresentative cantine  del ragusano è la COS azienda vinicola vittoriese che recentemente ha visto premiato il suo lavoro con un riconoscimento prestigioso, anzi due:

la rivista americana Wine & Spirits magazinefoto.jpg, una tra le più autorevoli testate del settore, ha inserito due etichette COS, il Cerasuolo di Vittoria classico 2007 e il Nero di Lupo Igt 2007, tra i migliori cento vini al mondo e ha menzionato l'azienda come cantina del mese nel giugno  2009.

La COS applica i metodi dell'agricoltura biodinamica e rifiuta ogni additivo sia sui terreni che nei prodotti. Una visita alle vigne e alle cantine diventa un viaggio tra passato e futuro: la scelta della vinificazione in anfora richiama alla antichità, così come l'applicazione dei principi di coltivazione naturale che si rifanno ai cicli lunari e ai composti biodinamici per stimolare e rafforzare le qualità dei terreni e delle piante; gli impianti e le attrezzature lanciano lo sguardo su un futuro di tecnologia sostenibile con sistemi di condizionamento degli ambienti che sfruttano l'umidità e la temperatura del suolo e pannelli fotovoltaici per la produzione in proprio dell'energia elettrica necessaria.

Il tutto condito dalla passione e dall'entusiasmo degli artefici di tutto questo, gli achitetti Titta Cilia e Giusto Occhipinti (nella foto), amici di infanzia che un giorno del 1980, un po' per gioco un po' per scherzo, si cimentano a vendemmiare e a "fare il vino". Da allora non hanno più smesso...

16/11/2009

Liberate nove tartarughe

Sì lo so che con tanti problemi che ci sono questa può sembrare una notizia minimale, ma ve la do lo stesso.

Pur tra le mille difficoltà che lo affliggono, continua instancabile la attività del Centro per il recupero della fauna selvatica e delle tartarughe marine di Comiso: nove esemplari di Caretta Caretta recuperati in mare nei mesi scorsi perché feriti da ami da pesca o dalle eliche di natanti, sono stati liberati dalla motovedetta della Capitaneria di porto di Pozzallo e restituiti al loro naturale habitat, dopo le opportune cure da parte del personale del Centro.

La Capitaneria di porto di Pozzallo collabora con il Centro per segnalare e recuperare animali feriti e per queste operazioni di rilascio.

Mesi fa avevamo già parlato del Centro, un'istituzione meritoria fiore all'occhiello della Sicilia e punto di riferimento per quanti amano la natura nella nostra provincia, per segnalare le difficoltà finanziarie causate da pastoie burocratiche regionali. Ora la situazione sembra essersi normalizzata e il pericolo di chiusura dell'attività per il momento allontanato.

caretta caretta.jpg Tanti auguri ai volontari del Centro per un buon lavoro e per avere tante altre notizie come questa.

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